Le foto che vedete testimoniano uno scempio. Sono state scattate dentro e fuori lo stabilimento delle Antiche Terme Selinuntine, di proprietà della Regione siciliana tramite l’Azienda Autonoma delle Terme e attualmente in concessione alla Terme di Sciacca s.p.a.
Ad entrarci oggi si viene assaliti dallo sconforto. Innanzi tutto perché farlo è semplicissimo. I due portoni d’ingresso sono entrambi spalancati, e perfino il cancello della recinzione è chiuso solo per finta: la catena è arrotolata attorno alle sbarre ma il lucchetto (come avete visto) è incredibilmente aperto. Basta spingere e il gioco è fatto (è così che ce ne siamo accorti: appoggiandoci per sbaglio).
Da un pozzetto l'acqua sulfurea continua a scorrere, copiosa. Disperata, in mancanza di un uso più proficuo, si getta nel torrente Bagni.
Nella sala d’ingresso, accatastati come viene, diversi fusti. Sono pieni, ho provato a sollevarli. Abbandonati come capita, malgrado le allarmanti etichette: “corrosivo”, “provoca ustioni”. Tutto incustodito, da autentici irresponsabili.
Il consiglio d’amministrazione della società per azioni cui la Regione ha delittuosamente affidato le terme di Sciacca lamenta di non avere soldi per gestire adeguatamente le strutture e geli impianti. Sarà vero (anzi lo è senz’altro). Tuttavia, a guardare queste foto, si capisce che la situazione è molto peggiore. Non sono solo i soldi a mancare.
Manca l’interesse, la cura, l’amore per il patrimonio termale. La sensazione è che da queste parti, a meno di 100 metri dagli uffici dirigenziali, siano anni che nessuno scende a controllare. Se i consiglieri non hanno i soldi per la benzina, possono andarci a piedi. Se non hanno i soldi per un lucchetto nuovo, basta che mi telefonino: in qualche cassetto, ne sono quasi sicuro, dovrei averne qualcuno.
1 commento:
ho visto solo ora queste immagine e sono sconvolto! Ma non si possono denunciare questi Signori del CDA per non avere custodino un bene pubblico? E' uno schifo!
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