<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930</id><updated>2011-12-10T01:56:02.915+01:00</updated><category term='Mafia'/><category term='archivio personale'/><category term='Immigrati'/><category term='politica sciacca'/><category term='acqua'/><category term='Meglio ridere che piangere'/><category term='Deliri personali'/><category term='Canale di Sicilia NEWS'/><title type='text'>Un blog di Alberto Montalbano</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>45</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-8754441350536318342</id><published>2011-12-08T16:20:00.001+01:00</published><updated>2011-12-08T16:21:54.264+01:00</updated><title type='text'>Quando Gabriella Carlucci salvò il mondo</title><content type='html'>Chi salverà l’euro dai suoi salvatori?&lt;br /&gt;Guaritori, cerusici e sciamani si affollano da mesi attorno al capezzale del moribondo, dividendosi più o meno in tre gruppuscoli.&lt;br /&gt;C’è chi sostiene che per salvare l’euro bisogna amputare le estremità in cancrena, dando vita di fatto ad una nuova lega anseatica aperta alla Francia (finché dura).&lt;br /&gt;C’è chi sostiene che la Banca Centrale Europea o chi per lei dovrebbe garantire per l’intero debito pubblico europeo. Se le difficoltà dell’Italia (per esempio) spaventano i possibili acquirenti dei BOT, la garanzia che al rimborso penserà l’Unione Europea dovrebbe tranquillizzarli. In cambio, occhiuti ragionieri tedeschi passeranno al setaccio la spesa pubblica dei paesi “spendaccioni”, di fatto commissariandoli.&lt;br /&gt;Non avendo ancora capito se pendere di qua o di là, i politici europei si limitano a stare seduti sulla riva del fiume, facendo pagare il pedaggio ai cadaveri trascinati dalla corrente. Quando c’è da rimborsare i debiti, si sa, non si guarda troppo per il sottile.&lt;br /&gt;Sembra che alla radice ci sia un difetto genetico. L’euro sarebbe nato con una sola gamba. E’ una moneta unica che ha lo stesso valore in 17 paesi, ma questi 17 paesi hanno ciascuno una diversa politica economica e differenti regimi fiscali. Gli Stati uniti, per esempio, sono peggio indebitati di noi europei, ma nessuno si permette di attaccare il dollaro.&lt;br /&gt;Se qualcuno si azzardasse a pretendere interessi troppo elevati sui buoni del tesoro americani, con un tratto di penna la Federal Reserve potrebbe stampare dollari à gogo per svalutarne il valore. Mi hai prestato i tuoi soldi quando il dollaro valeva dieci, te li restituisco adesso che vale sei. E grazie per il disturbo.&lt;br /&gt;In Europa non si può. Svalutare l’euro può convenire oggi all’Italia ma non alla Germania; domani potrebbe convenire alla Francia ma non al Lussemburgo e così via. Per capire cosa questo significhi non c’è bisogno di una laurea in economia. Basta avere partecipato ad una riunione condominiale.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;C’è chi i castelli li costruisce con la sabbia, chi lo fa con le banconote. Con una differenza: la sabbia è molto più affidabile.&lt;br /&gt;Pensate davvero che basti un po’ d’ingegneria monetaria per risolvere i problemi dell’economia? Che il mondo sia in recessione per colpa dell’euro, la cui salvezza a sua volta dipende dall’Italia?&lt;br /&gt;E’ quello che qualche giorno fa ha dichiarato la Merkel: “Il destino dell’euro è nelle mani dell’Italia”.&lt;br /&gt;E’ davvero così? Davvero le sorti dell’euro e dunque del mondo dipendono dall’innalzamento dell’età pensionabile degli italiani o dall’introduzione del pedaggio sulla Salerno – Reggio Calabria?&lt;br /&gt;Vi ricordate gli ultimi giorni del governo Berlusconi? Il Time pubblicò un’ormai celebre copertina con la foto del Berlusca e un titolo che diceva: “L’uomo che sta dietro la più pericolosa economia del mondo”.&lt;br /&gt;Trovai davvero divertente quella copertina, che riassumeva il pensiero di gran parte delle cancellerie mondiali. Mi divertì perché in quegli stessi giorni i giornali italiani erano in piena fibrillazione per il toto-sfiducia, e sembrò ad un certo punto che le sorti del governo dipendessero da Gabriella Carlucci. &lt;br /&gt;Il sillogismo che ne risultava era il seguente: se le sorti del mondo dipendono dalla cacciata di Berlusconi e se la cacciata di Berlusconi dipende dal voto di Gabriella Carlucci, ergo le sorti del mondo dipendono da Gabriella Carlucci.&lt;br /&gt;*****&lt;br /&gt;A stupire, in tutto questo, è l’ipocrisia.&lt;br /&gt;Il debito pubblico italiano è di circa un miliardo e 880 milioni di euro. In dollari fa più o meno 2 miliardi e mezzo.&lt;br /&gt;In giro per il mondo ci sono 220 miliardi di miliardi di asset finanziari, 150 dei quali sotto forma di debiti (centocinquanta miliardi di miliardi). &lt;br /&gt;Il prodotto interno lordo di tutti i paesi del pianeta supera di poco i 50 miliardi di miliardi di dollari (i dati sono tratti dall’Observer del 7 agosto 2011).&lt;br /&gt;Se ci sono dei debiti ci saranno anche dei crediti, naturalmente, il che significa che se i creditori andassero tutti insieme all’incasso l’intero pianeta non basterebbe a ripagarli. Oltre alla Terra bisognerebbe dar loro Venere e Marte.&lt;br /&gt;Rendo l’idea?&lt;br /&gt;La sfida che oppone oggi gli abitanti della Terra (e di Venere e di Marte, se esistono) è quella di sgominare la banda di usurai che li tengono in ostaggio.&lt;br /&gt;Nel 1850 Karl Marx scrisse “Le lotte di classe in Francia tra il 1848 e il 1850”. In un passo sembra di leggere una cronaca contemporanea: “Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione e la fonte principale dell’arricchimento [dell’aristocrazia finanziaria]. Ogni anno un nuovo disavanzo. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all'aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull'orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli”.&lt;br /&gt;Come sia stato possibile che questo accadesse, ovvero che gli Stati del pianeta divenissero ostaggio di una “aristocrazia finanziaria” che oggi non è più solo francese ma mondiale, è noto a tutti. Liberalizzazioni, eliminazione di ogni controllo sulle attività finanziarie, smantellamento sistematico dei diritti sindacali, tagli alla spesa pubblica, politica economica ceduta al mercato con delega in bianco.&lt;br /&gt;Tutto questo ha significato la più colossale redistribuzione del reddito della storia dell’umanità [Vedi nota 1]. Una redistribuzione al contrario, però, che ha tolto ai poveri per dare ai ricchi.&lt;br /&gt;Negli Stati uniti, per esempio, dove tutto è cominciato, tra il 1979 e il 2009 l’1% più ricco della popolazione ha visto crescere i propri redditi del 275%. Il quinto più povero della popolazione del 18% (The New York Times del 26 ottobre 2011).&lt;br /&gt;Per capire la differenza, tra il 1947 e il 1979 il quinto più povero della popolazione aveva visto crescere i propri redditi del 122%.&lt;br /&gt;In Gran Bretagna, tra il 1999 e il 2009 (coi laburisti al governo) il decimo più ricco della popolazione ha visto aumentare la propria ricchezza del 37%. Quello più povero l’ha vista crollare del 12% (The Guardian del 7 novembre 2011).&lt;br /&gt;Quel che è peggio, quando nel 2008 la favola del mercato-più-efficiente-degli-stati s’è rivelata clamorosamente falsa, i molto presunti discepoli di Adam Smith si sono trasformati in un secondo in difensori della mano pubblica. Purché la mano pubblica venisse in soccorso dei loro bilanci falsi.&lt;br /&gt;Il risultato è stato l’esplosione del debito pubblico degli Stati.&lt;br /&gt;Le cure suggerite dagli esperti?&lt;br /&gt;Nuovi tagli, nuova riduzione del potere d’acquisto delle classi medie e medio basse, nuove privatizzazioni. Che inevitabilmente ridurranno le entrate degli Stati e di conseguenza li costringeranno a fare nuovi debiti. La redistribuzione al contrario continua. Come se nulla fosse successo.&lt;br /&gt;Oggi si parla, in Italia, di aumentare ancora l’età pensionabile. Non entro nel merito, e tra un po’ vi dirò perché.&lt;br /&gt;Non c’è un governo del pianeta che non si dica preoccupato per le sorti dei giovani. Questi poveri giovani, che fra 40 rischiano di non avere una pensione per colpa dell’egoismo dei loro nonni e dei loro genitori!&lt;br /&gt;Sono gli stessi governi, badate bene, che quando si tratta di discutere del cambiamento climatico (come adesso, a Durban) dicono che in tempi di crisi è meglio pensare al presente. Che non si può ostacolare l’economia in nome di un incerto futuro.&lt;br /&gt;Come sono strani, i governanti del mondo: si preoccupano che i loro nipoti abbiano una pensione ma non si curano affatto del pianeta che toccherà loro in sorte!&lt;br /&gt;Per questo dico che non ho nessuna voglia di discutere se il sistema previdenziale italiano, dalla cui riforma sembra dipendano le sorti dell’economia mondiale, debba essere contributivo, ad angolo retto o con lo scappellamento a destra.&lt;br /&gt;In un mondo così ingiusto, in cui la menzogna sistematica diventa verità, in cui la mano pubblica è moralmente accettabile solo se serve a salvare i ricchi, penso che ognuno debba difendere il proprio. Con le unghie e con i denti.&lt;br /&gt;Quando la Merkel ha provato a suggerire l’introduzione di una tassa dello 0,01 per cento (ripeto: zero virgola zero uno per cento) i miliardari della City, qui a Londra, per poco non hanno minacciato di annegarsi nel Tamigi (o, meglio, di fare annegare i loro maggiordomi).&lt;br /&gt;Se appena sfiori il loro portafogli perfino i miliardari protestano, perché non dovrebbero farlo gli operai o gli impiegati pubblici o gli arrotini o i raccoglitori abusivi di lumache?&lt;br /&gt;L’interesse generale, il bene del paese, sono favole per i gonzi. Se ne potrà discutere quando parleremo di cose serie.&lt;br /&gt;Fino a quel momento, per cortesia, risparmiateci le cavolate. Le sorti del mondo non dipendono affatto dall’Italia.&lt;br /&gt;Né, tanto meno, da Gabriella Carlucci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[Nota 1]&lt;br /&gt;In un libro inglese “The Have and the Have Nots” (Quelli che hanno e quelli che non hanno), l’economista Branko Milanovic ha cercato di capire chi sia stata la persona più ricca mai vissuta al mondo. Come parametro ha usato il numero di connazionali il cui lavoro la persona in questione poteva o può comprare. Il risultato? L’uomo più ricco di sempre è il messicano, nonché nostro contemporaneo, Carlos Slim, che potrebbe comprarsi il lavoro di 400.000 suoi compatrioti. Il che lo fa 14 volte più ricco di Crasso e 4 volte più di Rockefeller.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-8754441350536318342?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/8754441350536318342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=8754441350536318342' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8754441350536318342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8754441350536318342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/12/quando-gabriella-carlucci-salvo-il.html' title='Quando Gabriella Carlucci salvò il mondo'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-5129656281138686340</id><published>2011-07-14T11:22:00.001+02:00</published><updated>2011-07-14T11:28:31.895+02:00</updated><title type='text'>C'era una volta la democrazia</title><content type='html'>Mi chiedo sempre più spesso quali siano le priorità dei mezzi d’informazione. L’altro giorno, ad esempio, ho letto un inquietante articolo del premio Nobel per l’economia Amartya Sen. &lt;br /&gt;Vi si legge: “E’ oltremodo preoccupante che i pericoli per le sorti della democrazia, che s’intrufolano dalla porta di servizio delle priorità economiche, non stiano ricevendo le attenzioni che meriterebbero” (The Guardian del 23 giugno 2011).&lt;br /&gt;L’articolo continua: “E’ una questione molto seria da affrontare, e riguarda il modo in cui le democrazie europee rischiano di essere minate dal peso spaventosamente elevato delle istituzioni finanziarie e delle agenzie di rating, che oggi tengono le redini della politica in alcune parti d’Europa”.&lt;br /&gt;Più avanti: “Le diagnosi delle agenzie di rating sui problemi economici non sono la voce della verità che pretendono di essere. E’ bene ricordare che il ruolo di queste agenzie nel certificare la salute finanziaria delle istituzioni economiche alla vigilia della crisi del 2008 è stato così negativamente rilevante che il Congresso degli Stati uniti discusse seriamente se non fosse il caso di farle finire sotto processo”.&lt;br /&gt;Amartya Sen si riferisce al peso spropositato delle società di rating  nell’influenzare le scelte di politica-economica dei governi e dei parlamenti europei. Quelle stesse agenzie che nel 2008 continuavano ad attribuire la cosiddetta tripla A, ovvero il massimo della solidità possibile, a società che di lì a minuti sarebbero praticamente fallite (non fossero state salvate dalla mano pubblica).&lt;br /&gt;L’articolo dell’economista indiano traeva spunto dalla crisi greca (quella italiana non era ancora scoppiata), contestando l’efficacia delle politiche di “blood, sweat and tears” (sangue, sudore e lacrime) che fino ad oggi sembrano le uniche ad essere state proposte dai governi europei.&lt;br /&gt;Quello che più mi ha colpito dell’articolo di Sen è stato il silenzio che l’ha accompagnato. Qui, sui giornali inglesi (non so neppure se in Italia sia stato tradotto).&lt;br /&gt; &lt;span class="fullpost"&gt;Il rischio che i paesi europei perdano la propria autonomia a vantaggio di società private che ne dettano le decisioni, a me sembrava un argomento di cui discutere. Se non parliamo di questo, del rischio che le nostre democrazie smettano di essere tali, su cos’altro dovremmo disquisire?&lt;br /&gt;Facciamo un esempio, questa volta parlando di noi. Il referendum del 12 giugno scorso ha dimostrato che la stragrande maggioranza degli italiani non vede di buon occhio le privatizzazioni dei servizi pubblici. E’ questa la loro volontà, democraticamente espressa. E invece…&lt;br /&gt;E invece accade che maggioranza e opposizione parlamentari, tutti insieme “responsabilmente”, per rispondere a manovre speculative sui mercati si apprestano a procedere nella direzione opposta. Ossia prevedendo ulteriori privatizzazioni.&lt;br /&gt;In questa sede non discutiamo se le privatizzazioni siano o non siano giuste. Personalmente credo siano quasi sempre sbagliate, ma non è questo il punto.&lt;br /&gt;Discutiamo di una cosa più importante: di democrazia.&lt;br /&gt;Il tema del referendum è, come detto, un esempio. Com’è un esempio l’Italia. I cittadini di tanti, troppi paesi si trovano e si troveranno nella stessa situazione: a non avere più alcuna voce in capitolo sul proprio futuro.&lt;br /&gt;Nel pieno della tempesta monetaria, quasi tutta la stampa italiana si è appellata ai parlamentari di ogni partito perché si dimostrino “responsabili” e approvino la legge finanziaria.&lt;br /&gt;Perfetto. Ma responsabili dinanzi a chi? Agli analisti della Merrill Lynch o di Fitch? A finanzieri che vivono nell’iperuranio dei loro grattacieli di vetro e cemento? A Warren Buffet? Oppure a chi li ha eletti?&lt;br /&gt;E, ancora, responsabili di che?&lt;br /&gt;Da quello che si vede, di avere sancito che l’Italia non è più una democrazia. E che forse l’Europa intera ha smesso di esserlo. E’ o non è un tema che dovrebbe essere all’ordine del giorno della libera stampa?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-5129656281138686340?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/5129656281138686340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=5129656281138686340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/5129656281138686340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/5129656281138686340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/cera-una-volta-la-democrazia.html' title='C&apos;era una volta la democrazia'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-8021299200003303871</id><published>2011-07-09T17:12:00.002+02:00</published><updated>2011-07-09T17:59:16.913+02:00</updated><title type='text'>Vivere a Londra</title><content type='html'>Vivere a Londra mette le cose in una prospettiva diversa. Centinaia di migliaia di persone, dall'ultimo dei miserabili ai miliardari russi, vengono qui da ogni parte del mondo. E' una città di ineguaglianze sociali feroci, e nello stesso tempo accogliente. E' una città modernissima e insieme medievale: è il più grande paradiso fiscale del mondo, in cui il quartiere della City è un comune a parte, governato da un proprio sindaco i cui elettori sono le società finanziarie e le banche che vi hanno sede e che votano in base al numero dei propri dipendenti, come le corporazioni medioevali. Naturalmente, senza che i dipendenti abbiano voce in capitolo: sono i datori di lavoro che votano al loro posto. Vi sembra incredibile? Eppure è vero.&lt;br /&gt;E' un posto in cui i ricchi non hanno bisogno di rubare, perché essendo una città che vive di finanza, il furto è stato legalizzato. Non hai bisogno di corrompere i primi ministri: se fanno i bravi, a fine mandato li inviti a tenere conferenze e li ricopri d'oro. Tony Blair, che è stato bravissimo, guadagna milioni di sterline l'anno.&lt;br /&gt;Non hai bisogno di raccomandare sotto banco: qui la raccomandazione è legale. L'altro giorno David Cameron, il primo ministro, ha dichiarato d'aver aiutato il figlio del suo vicino a trovare un lavoro e nessuno s'è scandalizzato. E' sottinteso che, in quanto vicino di Cameron, di sicuro non viveva in un sobborgo popolare.&lt;br /&gt;E' un città libera, certamente una delle più libere del mondo, ma ho visto con i miei occhi la polizia a cavallo caricare un gruppo di studenti (età media 16 anni) che protestavano pacificamente davanti al parlamento.&lt;br /&gt;Volete che una città così, folle e cosmopolita, classista e democratica, questo strano miscuglio di razze e popoli, tollerante e perbenista, si stupisca di un piccolo siciliano che si chiude in una stanza a registrare al computer le proprie canzoni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-8021299200003303871?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/8021299200003303871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=8021299200003303871' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8021299200003303871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8021299200003303871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/vivere-londra.html' title='Vivere a Londra'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-2862736629983324675</id><published>2011-07-09T16:09:00.002+02:00</published><updated>2011-07-09T16:14:47.391+02:00</updated><title type='text'>Adotta una canzone</title><content type='html'>So bene che facendolo infliggerò il colpo di grazia a quel poco che rimane della mia reputazione, ma ho deciso di rendere pubbliche le mie canzoni. Lo faccio per metterle a disposizione di chiunque le voglia utilizzare (a patto di rispettare alcune regolette che più avanti elencherò). Una premessa è d'obbligo: io non conosco la musica e quel che è peggio non so neppure cantare (come avrete modo di scoprire, temo).&lt;br /&gt;Mi piacerebbe che qualcuno tra voi con "conoscenze" musicali possa usare i miei testi per farne delle vere canzoni. Usateli, se vi piacciono.&lt;br /&gt;I motivetti che canticchio vanno infatti intesi come un semplice pretesto per mettere in video i testi (e anche perché mi diverto molto a farlo). Tra l'altro ignoro se per caso non li abbia involontariamente copiati da canzoni già esistenti (i motivetti, non i testi), dunque prendeteli con beneficio d'inventario. &lt;br /&gt;Veniamo alle regole. I testi sono, come detto, messi a disposizione di chiunque li voglia utilizzare. E' tuttavia ovvio che nessuno potrà registrarli a suo nome (ed è la regola n. 1).&lt;br /&gt;Regola n. 2: Chiunque utilizzi i testi per renderli pubblici, dovrà avere la mia espressa autorizzazione. Nel senso che la musica o l'interpretazione non dovranno tradire il contenuto dei testi.&lt;br /&gt;Regola n. 3: Chiunque li utilizzi, dovrà ovviamente citarne l'autore.&lt;br /&gt;Tutto qui.&lt;br /&gt;Spero le mie "canzoni" vi piacciano com'è piaciuto a me scriverle.&lt;br /&gt;S'intende che potete prendere i video e riprodurli a piacere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-2862736629983324675?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/2862736629983324675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=2862736629983324675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/2862736629983324675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/2862736629983324675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/adotta-una-canzone_09.html' title='Adotta una canzone'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-4945624783286312866</id><published>2011-07-09T16:06:00.003+02:00</published><updated>2011-07-09T16:19:42.092+02:00</updated><title type='text'>Il proiettile vagante</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Oh che bel bersaglio&lt;br /&gt;Spero solo che non sbaglio&lt;br /&gt;Farò del mio meglio&lt;br /&gt;Se va male me la squaglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono il proiettile vagante&lt;br /&gt;Un assassino svolazzante&lt;br /&gt;Son colpevole e impotente&lt;br /&gt;Mero balistico accidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Destino privo del mittente&lt;br /&gt;A mosca cieca tra la gente&lt;br /&gt;Sono la morte rimbalzante&lt;br /&gt;Irrintracciabile e distante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cartuccia tra le tante&lt;br /&gt;Uccido senz’una scusante&lt;br /&gt;Son io l’immobile movente&lt;br /&gt;D’un universo indifferente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Son l’assoluto contingente&lt;br /&gt;Cui non gliene frega niente&lt;br /&gt;Bimbi anziani o la gestante&lt;br /&gt;O quell’anonimo passante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono il parto d’una mente &lt;br /&gt;Disegnato da un sapiente&lt;br /&gt;Vago il mondo da ignorante&lt;br /&gt;Senza bussola o sestante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrò pallottola migrante&lt;br /&gt;Non ho scopo né mandante&lt;br /&gt;Ad ammazzare inutilmente&lt;br /&gt;Qualche vittima innocente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Oh che bel bersaglio&lt;br /&gt;Spero solo che non sbaglio&lt;br /&gt;Farò del mio meglio&lt;br /&gt;Se va male me la squaglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/pbVazsZ9A88?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-4945624783286312866?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/pbVazsZ9A88' title='Il proiettile vagante'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/4945624783286312866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=4945624783286312866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4945624783286312866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4945624783286312866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/il-proiettile-vagante_09.html' title='Il proiettile vagante'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/pbVazsZ9A88/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-4811051106539441962</id><published>2011-07-09T16:05:00.002+02:00</published><updated>2011-07-09T16:24:19.186+02:00</updated><title type='text'>Lu cravattaru</title><content type='html'>L’acqua lu vagna lu ventu l’asciuca&lt;br /&gt;Pezzu di fangu di ‘na sancisuca&lt;br /&gt;Sapiddu quantu mi fici paiari&lt;br /&gt;Pi’ sti du sorti chi c’addummannavi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lu machinuni c’arriva dda sutta&lt;br /&gt;Si lu scurdau chi nasciu ni ‘na rutta&lt;br /&gt;La sò signura si conza a cuntessa&lt;br /&gt;Mancu s’avissi lu sticchiu a’ riversa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essiri onesti sicuru ‘n cummeni&lt;br /&gt;T’jinchi la testa di corra e di peni&lt;br /&gt;Megghiu campari arrubbannu e futtenu&lt;br /&gt;Farisi beddi d’estati e d’immennu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pi’ ruvinari a nuautri cristiani&lt;br /&gt;Ni manca sulu stu jurici ‘nfami&lt;br /&gt;L’avi cu mia mi vulissi arristari&lt;br /&gt;Picchì mi dici chi ‘n vogghiu parlari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fussi pi’ iddu c’avissi a cuntari&lt;br /&gt;Tutti li guai chi mi fici passari&lt;br /&gt;Chi ci nni futti si po’ li paesani&lt;br /&gt;Pi’ du’ risati c’abbagnanu ‘u pani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentri a mia m’invilena la vita&lt;br /&gt;Chiddu s’accatta cravatti di sita&lt;br /&gt;Tantu si sapi tra indulti e dinari&lt;br /&gt;Tempu tri jiorna lu viru passiari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cravattara ci inchissi i galeri&lt;br /&gt;Ma chi nni sannu di me mugghieri&lt;br /&gt;Idda mi dissi lu fazzu pi’ tia&lt;br /&gt;Ma si si sapi t’ammazzu ccu mia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissu la voli ora ritta ora torta&lt;br /&gt;Ma tantu iddu camina cu ‘a scorta&lt;br /&gt;Fazzu lu babbu e puru lu mutu&lt;br /&gt;Pi’ nun passari pi’ babbu curnutu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ti li dicu ora jò veramenti&lt;br /&gt;Quannu rinasciu sarò dilinquenti&lt;br /&gt;Passu mafiusu e figghiu di cagna&lt;br /&gt;Lu ventu m’asciuca si l’acqua mi vagna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: La vittima di un usuraio finisce davanti ad un magistrato. Ma la sua fiducia nella giustizia non è il massimo. Forse non ha tutti i torti, o forse il suo silenzio ha anche un'altra motivazione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/WKCA_hri8iw?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-4811051106539441962?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/WKCA_hri8iw' title='Lu cravattaru'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/4811051106539441962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=4811051106539441962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4811051106539441962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4811051106539441962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/lu-cravattaru_09.html' title='Lu cravattaru'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/WKCA_hri8iw/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1445153905099072873</id><published>2011-07-09T16:04:00.002+02:00</published><updated>2011-07-09T16:24:47.811+02:00</updated><title type='text'>Lo scopacchiotto di peluche</title><content type='html'>Lo scopacchiotto di peluche&lt;br /&gt;Sorride dolce al mio sorriso&lt;br /&gt;Lo sento soffice qui accanto&lt;br /&gt;Caldo del mio caldo abbraccio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mare fuori m’accompagna&lt;br /&gt;Al ritmo lento delle onde&lt;br /&gt;In zi bemolle una zanzara&lt;br /&gt;Ronza piano il suo motivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma un tango zoppica le corde&lt;br /&gt;Per coppie ottuse da balera&lt;br /&gt;Tra pizze e vino di cartone&lt;br /&gt;Agosto suda il suo salario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Richiudo piano i doppi vetri&lt;br /&gt;Nel vento caldo delle pale&lt;br /&gt;Non ho bisogno di sapere&lt;br /&gt;Che vada al diavolo l’estate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopacchiotto di peluche&lt;br /&gt;Sorride sempre dal mio letto&lt;br /&gt;Mi fissa morbido e peloso&lt;br /&gt;Ha ancora il mio sudore addosso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Un uomo in una stanza. Da solo. Fuori imperversa l'estate, ma lui ha testa soltanto per il suo orsacchiotto di peluche...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/DB_C2dJw2oI?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1445153905099072873?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/DB_C2dJw2oI' title='Lo scopacchiotto di peluche'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1445153905099072873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1445153905099072873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1445153905099072873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1445153905099072873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/lo-scopacchiotto-di-peluche_09.html' title='Lo scopacchiotto di peluche'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/DB_C2dJw2oI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-6578045816328749788</id><published>2011-07-09T12:57:00.004+02:00</published><updated>2011-07-09T15:58:53.559+02:00</updated><title type='text'>Vorrei essere di destra</title><content type='html'>Vorrei esser di destra&lt;br /&gt;Così di tanto in tanto &lt;br /&gt;Sbarrare la finestra&lt;br /&gt;Pensare a me soltanto&lt;br /&gt;Vorrei esser di destra&lt;br /&gt;Un paio d’ore intanto&lt;br /&gt;Capire cosa resta&lt;br /&gt;Di quello che ora sento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non sentirmi in colpa&lt;br /&gt;Se il mondo va a puttane&lt;br /&gt;In fondo sai la polpa&lt;br /&gt;È cane mangia cane&lt;br /&gt;E non sentirmi in colpa&lt;br /&gt;Se in nome del Dio Pane&lt;br /&gt;Mi getto a mano morta&lt;br /&gt;Su quello che rimane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E invece eccomi qui&lt;br /&gt;A farla controvento&lt;br /&gt;Per il gusto di provare&lt;br /&gt;Il piacere di sbagliare&lt;br /&gt;L’illusione di trovare&lt;br /&gt;Un mondo senza vento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei esser fascista&lt;br /&gt;Sia pure a fin di bene&lt;br /&gt;Al caso sciovinista&lt;br /&gt;È chiaro se conviene&lt;br /&gt;Vorrei esser fascista&lt;br /&gt;Ma con moderazione&lt;br /&gt;Perfino un po’ razzista&lt;br /&gt;Per quanto sia terrone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando gira storto&lt;br /&gt;È bello su due piedi&lt;br /&gt;A modo di conforto&lt;br /&gt;Il dar la colpa ai negri&lt;br /&gt;E quando gira storto&lt;br /&gt;Almeno un po’ ti sfoghi&lt;br /&gt;D’aver ragione o torto&lt;br /&gt;In fondo te ne freghi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E invece eccomi qui&lt;br /&gt;A farla controvento&lt;br /&gt;Per il gusto di provare&lt;br /&gt;Il piacere di sbagliare&lt;br /&gt;L’illusione di trovare&lt;br /&gt;Un mondo senza vento&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vorrei esser credente&lt;br /&gt;Familista ed amorale&lt;br /&gt;E poi subito innocente&lt;br /&gt;Fuori dal confessionale&lt;br /&gt;Vorrei esser credente&lt;br /&gt;Per il tarlo di peccare&lt;br /&gt;Ché tanto come niente&lt;br /&gt;Me lo posso perdonare&lt;br /&gt;Gesù Cristo sia lodato&lt;br /&gt;Lui con tutte le sue croci&lt;br /&gt;Che ha ragion l’episcopato&lt;br /&gt;Vanno date in testa ai froci&lt;br /&gt;Gesù Cristo sia lodato&lt;br /&gt;Io non credo a certe voci&lt;br /&gt;Non può avere perdonato&lt;br /&gt;Certe troie meretrici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E invece eccomi qui&lt;br /&gt;A farla controvento&lt;br /&gt;Per il gusto di provare&lt;br /&gt;Il piacere di sbagliare&lt;br /&gt;L’illusione di trovare&lt;br /&gt;Un mondo senza vento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bello è che cominci&lt;br /&gt;Pensando di giocare&lt;br /&gt;E infine ti convinci&lt;br /&gt;Che in fondo non è male&lt;br /&gt;Il bello è che cominci&lt;br /&gt;Credendo di scherzare&lt;br /&gt;Poi piano piano evinci&lt;br /&gt;Che non ti sai fermare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccomi di destra&lt;br /&gt;Non darmi più del gonzo&lt;br /&gt;Abbasso l’aria mesta&lt;br /&gt;Da intellettuale bonzo&lt;br /&gt;Ed eccomi di destra&lt;br /&gt;Senza nessuno sforza&lt;br /&gt;Cominci la mia festa&lt;br /&gt;Evviva sono stronzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quant’ero deficiente&lt;br /&gt;A farla controvento&lt;br /&gt;Per il gusto di provare&lt;br /&gt;Il piacere di sbagliare&lt;br /&gt;L’illusione di trovare&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;uhm&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;ma tu guarda che m’invento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: La canzone è ovviamente ironica. Pertanto, diffido chiunque dal dire: Mizzica, 'na li vicchiai Montalbano diventò fascista!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/ZNlMGDBxTQg?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-6578045816328749788?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/ZNlMGDBxTQg' title='Vorrei essere di destra'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/6578045816328749788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=6578045816328749788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/6578045816328749788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/6578045816328749788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/vorrei-essere-di-destra.html' title='Vorrei essere di destra'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ZNlMGDBxTQg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-3335076300816656608</id><published>2011-07-09T12:55:00.002+02:00</published><updated>2011-07-09T15:56:50.594+02:00</updated><title type='text'>Trinacria</title><content type='html'>Trinacria è una lingua nel mezzo&lt;br /&gt;Del Mediterraneo&lt;br /&gt;erraneo&lt;br /&gt;Un grumo di lava e saliva&lt;br /&gt;Sul globo terraqueo&lt;br /&gt;Erraqueo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre puttana e maestra&lt;br /&gt;In genuflessione&lt;br /&gt;Davanti a qualunque signore&lt;br /&gt;Lei va in processione&lt;br /&gt;cessione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vestale di un dio senza patria&lt;br /&gt;E senza sapienza&lt;br /&gt;Penosa in quei gesti pelosi&lt;br /&gt;Di riconoscenza&lt;br /&gt;Voscenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si vende da sempre per nulla&lt;br /&gt;Al peggior offerente&lt;br /&gt;E cambia cavallo ogni volta&lt;br /&gt;Con far penitente&lt;br /&gt;Per niente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riveste con oro fasullo&lt;br /&gt;La sua vanagloria&lt;br /&gt;Di quando cedette anche ai figli&lt;br /&gt;D’Atene e di Troia&lt;br /&gt;La troia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai paga né sazia dei riti&lt;br /&gt;Di sottomissione&lt;br /&gt;Lei bacia la mano che impugna&lt;br /&gt;Qualunque bastone&lt;br /&gt;Badrone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai morti ammazzati ed ai tanti&lt;br /&gt;Fuggiti a milioni&lt;br /&gt;Corone di fiori ora che&lt;br /&gt;Sono via dai coglioni&lt;br /&gt;milioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando non vengon da fuori&lt;br /&gt;I nuovi padroni&lt;br /&gt;S’arrangia a leccare il sedere&lt;br /&gt;Dei propri baroni&lt;br /&gt;Ladroni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Feroce nell’arte di odiare&lt;br /&gt;Da dietro le spalle&lt;br /&gt;Da bruco invidioso che ignora&lt;br /&gt;Che sian le farfalle&lt;br /&gt;Farfalle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trinacria ha tre gambe e s’illude&lt;br /&gt;Di saper volare&lt;br /&gt;Volare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto le agita invano&lt;br /&gt;Per non affondare&lt;br /&gt;Nel mare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/suNJDUIoQoA?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-3335076300816656608?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/suNJDUIoQoA' title='Trinacria'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/3335076300816656608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=3335076300816656608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3335076300816656608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3335076300816656608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/trinacria.html' title='Trinacria'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/suNJDUIoQoA/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-4028313601646059869</id><published>2011-07-09T12:46:00.005+02:00</published><updated>2011-07-09T16:25:42.609+02:00</updated><title type='text'>Teresia stanca di guerra</title><content type='html'>La stidda chi vidi dda 'ncapu lu cielu&lt;br /&gt;è stidda di miliuna e miliuna d'anni fa&lt;br /&gt;poi picca a picca arriva la luci finu cca&lt;br /&gt;e porta vuci di malincunia e misteru&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è l'indovino chi ti leggi dda gran luci&lt;br /&gt;chi dici chi li stiddi ti canuscinu 'u futuru&lt;br /&gt;ma è comu pi' dda testa di liuni 'ncapu 'n muru&lt;br /&gt;senza mancu 'na cura p'assicutari 'i puci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Solo Teresia conosce il futuro&lt;br /&gt;lei che lo vede non apre gli occhi&lt;br /&gt;Solo Teresia conosce il futuro&lt;br /&gt;lei che lo vede non apre gli occhi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La malapianta crisci comu nenti&lt;br /&gt;la scippi la scippi e ci rinascinu li denti&lt;br /&gt;la malapianta crisci com'un muru&lt;br /&gt;galera p'ogni passu passu di futuro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teresia c'avi l'occhi l'occhi du distinu&lt;br /&gt;radici fangu chiummu catina a 'u so' camminu&lt;br /&gt;Teresia è un semi senza la so' terra&lt;br /&gt;agneddu di la paci in tempu di la guerra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: La canzone parla di una bambina nata in un paese in guerra. In un mondo in cui tanti sostengono d'essere indovini, astrologi e divinatori, Teresia è l'unica a conoscere davvero cosa le riservi il futuro. Il nome è ovviamente ispirato a Tiresia, l'indovino cieco dell'Edipo Re di Sofocle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/A1M40Ofg2FU?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-4028313601646059869?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/A1M40Ofg2FU' title='Teresia stanca di guerra'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/4028313601646059869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=4028313601646059869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4028313601646059869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4028313601646059869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/teresia-stanca-di-guerra.html' title='Teresia stanca di guerra'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/A1M40Ofg2FU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-6900243406311905926</id><published>2011-07-09T12:43:00.003+02:00</published><updated>2011-07-09T16:00:22.348+02:00</updated><title type='text'>Strisce pedonali</title><content type='html'>La fimmina ingrignata&lt;br /&gt;La fimmina attrappita&lt;br /&gt;Il trucco ripittato&lt;br /&gt;Sul ghigno d’altroieri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada lì davanti&lt;br /&gt;In attesa di passare&lt;br /&gt;Tramezzano automezzi&lt;br /&gt;Tra lei e il marciapiede&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smarmitta su una ruota&lt;br /&gt;Il quindicenne ottuso&lt;br /&gt;Grandissimo cornuto&lt;br /&gt;Per poco non la piglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S’ingrigna sulle strisce&lt;br /&gt;Protetta dal cipiglio&lt;br /&gt;Fa un passo e si ritrae&lt;br /&gt;È stupido rischiare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Io quasi quasi lo lascio&lt;br /&gt;Quasi quasi divorzio&lt;br /&gt;Vent’anni e non m’ascolta&lt;br /&gt;Io quasi sono stanca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farei qualsiasi cosa&lt;br /&gt;Se solo mi lasciassero&lt;br /&gt;Se solo mi facessero&lt;br /&gt;Quasi qualsiasi cosa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fimmina ingrignata&lt;br /&gt;La fimmina attrappita&lt;br /&gt;La bocca rinseccata&lt;br /&gt;Dall’uso del fastidio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vestita col sospetto&lt;br /&gt;D’un’eleganza in punta&lt;br /&gt;La fede troppo stretta&lt;br /&gt;Sul povero anulare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S’ingrigna sulle strisce&lt;br /&gt;Protetta dal cipiglio&lt;br /&gt;Fa un passo e si ritrae&lt;br /&gt;È inutile rischiare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso adesso adesso&lt;br /&gt;C’è l’ultimo autobus&lt;br /&gt;Ma porca la miseria&lt;br /&gt;Un altro motorino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Farei qualsiasi cosa&lt;br /&gt;Se solo mi lasciassero&lt;br /&gt;Se solo mi facessero&lt;br /&gt;Quasi qualsiasi cosa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Una volta vidi una signora davanti alle strisce pedonale. Com'è d'uso in Sicilia, nessun automobilista si fermava per lasciarla attraversare, e più passava il tempo più lei s'inscuriva in volto. Era elegante ma d'una "eleganza in punta", per dire di una cosa un po' tirata, tenuta su con gli spilli, sul punto di cadere. E' vero, nessuno si fermava, ma è vero pure che lei sembrava incapace di fare il primo passo. Come chi pensa che tutto dipenda sempre dagli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/1RKrYpI65vo?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-6900243406311905926?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/1RKrYpI65vo' title='Strisce pedonali'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/6900243406311905926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=6900243406311905926' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/6900243406311905926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/6900243406311905926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/strisce-pedonali.html' title='Strisce pedonali'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/1RKrYpI65vo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-4540349387478684990</id><published>2011-07-09T12:40:00.003+02:00</published><updated>2011-07-09T16:26:02.677+02:00</updated><title type='text'>Signora Confessa</title><content type='html'>E’ bava d’insetto, la seta&lt;br /&gt;Sputo di quasi insetto&lt;br /&gt;Bozzolo di seta di sputo d’insetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un confessionale&lt;br /&gt;Grata (rovente) di povero parroco&lt;br /&gt;Tonaca nera di ragno&lt;br /&gt;In un buco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lei parla, riparla, Confessa:&lt;br /&gt;di corpiparole&lt;br /&gt;sottintesi sospiri&lt;br /&gt;il suo soffio, in un soffio&lt;br /&gt;invisibile filo di bava&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora Confessa&lt;br /&gt;Brivido di setacarne&lt;br /&gt;Saliva di pigra risacca&lt;br /&gt;Che esplode di spuma&lt;br /&gt;Su pelle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Aldilà di abitocarne&lt;br /&gt;Al di là della grata&lt;br /&gt;(rovente)&lt;br /&gt;di povero parroco&lt;br /&gt;tonaca nera in un buco&lt;br /&gt;di ragno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora Confessa&lt;br /&gt;In guaina di bava d’insetto&lt;br /&gt;In quasipelle di&lt;br /&gt;sputo d’insetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora Confessa&lt;br /&gt;In un soffio&lt;br /&gt;Qui dentro&lt;br /&gt;Gesù, Gesù, confessa&lt;br /&gt;In un alitosoffio:&lt;br /&gt;è bianca, è nera&lt;br /&gt;la seta,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o del color delle cosce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/7GnNGhptqTY?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-4540349387478684990?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/7GnNGhptqTY' title='Signora Confessa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/4540349387478684990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=4540349387478684990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4540349387478684990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4540349387478684990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/signora-confessa.html' title='Signora Confessa'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/7GnNGhptqTY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1617484361046575341</id><published>2011-07-09T12:39:00.004+02:00</published><updated>2011-07-09T15:58:44.900+02:00</updated><title type='text'>Querido Pelido</title><content type='html'>Querido Pelido&lt;br /&gt;Destino bandido&lt;br /&gt;Partito soldato&lt;br /&gt;Ahi mito dannato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal mare infinito&lt;br /&gt;Su legno sfiorito&lt;br /&gt;A Troia sbarcato&lt;br /&gt;Ahi boria del fato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pomo più ambito&lt;br /&gt;Sarà ormai marcito&lt;br /&gt;Lo smalto dorato&lt;br /&gt;Ahi se c’è costato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un dito dal dito&lt;br /&gt;L’amore inseguito&lt;br /&gt;Di poco mancato&lt;br /&gt;Ahi gioco truccato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Carapace dove sei&lt;br /&gt;Maledetti sian gli dei&lt;br /&gt;Lente pede te ne vai&lt;br /&gt;Ma non ti raggiungo mai&lt;br /&gt;Carapace dove vai&lt;br /&gt;Paradosso dei miei guai&lt;br /&gt;Tra le braccia ti vorrei&lt;br /&gt;Abbranco l’aria e non ci sei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh Ettore infido&lt;br /&gt;Guerriero maldido&lt;br /&gt;Il campo assolato&lt;br /&gt;Ahi insanguinato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di bronzo vestito&lt;br /&gt;Lo scudo brandito&lt;br /&gt;Pugnale sguainato&lt;br /&gt;Ahi troppo affilato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amante colpito&lt;br /&gt;Nell’Ade rapito&lt;br /&gt;Il piede più alato&lt;br /&gt;Ahi quanto tarpato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh Patroclo ardito&lt;br /&gt;Fottuto dal mito&lt;br /&gt;Il corpo scannato&lt;br /&gt;Ahi sia vendicato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Carapace dove vai&lt;br /&gt;Paradosso dei miei guai&lt;br /&gt;Tra le braccia ti vorrei&lt;br /&gt;Abbranco l’aria e non ci sei&lt;br /&gt;Carapace dove sei&lt;br /&gt;Maledetti sian gli dei&lt;br /&gt;Lento pede te ne vai&lt;br /&gt;Ma non ti raggiungo mai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Secondo il paradosso di Zenone di Elea (filosofo greco vissuto nel 400 A.C.), Achille non riuscirà mai a raggiungere la tartaruga. Per lo meno non potrà farlo se rappresentiamo matematicamente la loro gara. Fatto sta che Achille si trova davanti alle mura di Troia ed Ettore gli ammazza Patroclo, l'amante. Da quel momento, che Zenone abbia torto o ragione, l'amore e la pace (la carapace) saranno per Achille davvero irraggiungibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/ttJlQs5U-a4?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1617484361046575341?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/ttJlQs5U-a4' title='Querido Pelido'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1617484361046575341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1617484361046575341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1617484361046575341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1617484361046575341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/querido-pelido.html' title='Querido Pelido'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ttJlQs5U-a4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-4870733162897924872</id><published>2011-07-09T12:36:00.003+02:00</published><updated>2011-07-09T16:26:25.962+02:00</updated><title type='text'>Potessi</title><content type='html'>Sapessi, saprei&lt;br /&gt;I vecchi passi&lt;br /&gt;Rifarei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potessi, potrei&lt;br /&gt;Ad occhi bassi&lt;br /&gt;Guarderei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe&lt;br /&gt;Vivere conforme&lt;br /&gt;Amare odiare&lt;br /&gt;Tutto nelle norme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei essere duro&lt;br /&gt;come un sasso&lt;br /&gt;saper com’evitare&lt;br /&gt;un passo falso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari mi daresti&lt;br /&gt;Il cuore in mano&lt;br /&gt;Sapendomi fedele&lt;br /&gt;A un dio mondano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu sì mi cercheresti&lt;br /&gt;Coi tuoi occhi&lt;br /&gt;Negli angoli più ciechi&lt;br /&gt;Degli specchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà cosa sarei&lt;br /&gt;Se fossi un altro&lt;br /&gt;Odioso buono oppure&lt;br /&gt;Solo scaltro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei esser diverso&lt;br /&gt;Giusto il tempo&lt;br /&gt;Di diventar banale&lt;br /&gt;Sul tuo grembo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti lascio in bianco&lt;br /&gt;Questo sentimento&lt;br /&gt;Puoi prendere di me&lt;br /&gt;In ogni momento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volessi, vorrei&lt;br /&gt;Capir compassi e&lt;br /&gt;Farisei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivessi, vivrei&lt;br /&gt;E tra i me stessi&lt;br /&gt;Sceglierei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/XP9dYpUCTpo?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-4870733162897924872?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/XP9dYpUCTpo' title='Potessi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/4870733162897924872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=4870733162897924872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4870733162897924872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4870733162897924872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/potessi.html' title='Potessi'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/XP9dYpUCTpo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-635355656765970538</id><published>2011-07-09T12:33:00.004+02:00</published><updated>2011-07-09T16:33:42.347+02:00</updated><title type='text'>Passatempu</title><content type='html'>La notti c’arriva cu ciatu di ventu&lt;br /&gt;Cu cori di vitru luna di malabbentu&lt;br /&gt;Lu jornu chi curri cu passi di focu&lt;br /&gt;Cu vuci d’addevi addumati di jocu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lu ‘mmennu chi porta acqua e malatia&lt;br /&gt;Luci senza caluri nivi e malincunia&lt;br /&gt;L’astati chi veni t’asciuca lu chiantu&lt;br /&gt;D’austu lu scettru di stiddi lu mantu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malutempu la morti malutempu ‘u rancuri&lt;br /&gt;Duna tempu a lu tempu li minuti e li uri&lt;br /&gt;Passatempu la vita passatempu l’amuri&lt;br /&gt;Duna tempu a lu tempu galantomu e signuri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La morti ammucchiata dintra visina e fami&lt;br /&gt;Chi t’agguanta la gola strinci cu li so’ mani&lt;br /&gt;P’ogni vita biniditta c’è qualcunu chi prea&lt;br /&gt;‘Na cannila di cira la to’ vita e la mea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vigghia chi jiapri lu so’ ‘nfernu di luci&lt;br /&gt;Di suduri e di sangu a cu porta la cruci&lt;br /&gt;La notti chi jinchi la to’ testa d’amuri&lt;br /&gt;‘Na prumissa di paci jorna senza duluri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malutempu di fangu malutempu di feli&lt;br /&gt;Di galera di scantu raggia e carabineri&lt;br /&gt;Passatempu di suli passatempu di meli&lt;br /&gt;Pi’ st’anticchia di tempu t’arrialassi lu cori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/wBMzlrCO2zY?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-635355656765970538?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/wBMzlrCO2zY' title='Passatempu'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/635355656765970538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=635355656765970538' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/635355656765970538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/635355656765970538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/passatempu.html' title='Passatempu'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/wBMzlrCO2zY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-7022115953282003727</id><published>2011-07-09T12:30:00.004+02:00</published><updated>2011-07-09T15:55:52.901+02:00</updated><title type='text'>Estate</title><content type='html'>Viene da primavera l'estate del mondo&lt;br /&gt;il mare respira di onde e di fango&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silicio carbonio catrame e bottiglie&lt;br /&gt;la spiaggia un tappeto di plastica e sabbia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lontano in silenzio il sole tramonta&lt;br /&gt;tra il grigio cemento di case abusive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabrina è invecchiata di grasso e di birra&lt;br /&gt;di tre matrimoni di figli mai avuti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha il riso bambino del mondo com'era&lt;br /&gt;la gola strozzata dai morsi del fumo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene da giovinezza l'estate del tempo&lt;br /&gt;la luce feroce sul vecchio sorriso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: La "storia" è vera, ma il nome della donna di cui si racconta è inventato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/m8-V90fGZ2s?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-7022115953282003727?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/m8-V90fGZ2s' title='Estate'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/7022115953282003727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=7022115953282003727' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/7022115953282003727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/7022115953282003727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/estate.html' title='Estate'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/m8-V90fGZ2s/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-3640714157900477814</id><published>2011-07-09T12:27:00.006+02:00</published><updated>2011-07-09T16:37:05.139+02:00</updated><title type='text'>Anidride borbonica</title><content type='html'>Filari d’auto blu da sottosegretario &lt;br /&gt;Scarrozzano i reali in giro per la via&lt;br /&gt;A Napoli tornati per un anniversario&lt;br /&gt;Di re Ferdinando e della monarchia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel traffico feriale le teste coronate&lt;br /&gt;Espirano deluse borbonica anidride&lt;br /&gt;I clacson nobiliari le plebi incolonnate&lt;br /&gt;La polizia di scorta è lì che se la ride&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del titolo incurante ignaro d’etichetta&lt;br /&gt;Il culo d’una Printz avanti la maestà&lt;br /&gt;Scoreggia rumorosi fumi di marmitta&lt;br /&gt;Attossicando al sire e alla di lui metà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché sospira il re su ditemi perché&lt;br /&gt;È fermo ancor qui il mio leal corteo&lt;br /&gt;La meglio società m’aspetta per le tre&lt;br /&gt;Ed io ad affumicare in coda da babbeo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O povero re e povero anche l’autista&lt;br /&gt;In doppia fila sta una Panda bordeaux&lt;br /&gt;Di Caterina Esposito nata Bellavista&lt;br /&gt;Uscita per comprare un paio di sabot&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La figlia sorridente in rosa bomboniera&lt;br /&gt;Saluta la commessa amica di mammà&lt;br /&gt;Madonna sta sonata da mattina a sera&lt;br /&gt;Non possono aspettare un minutino va&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E aspetta pure il re con tutta la sua banda&lt;br /&gt;Bianco più di un fondo teiera di Limoges&lt;br /&gt;In coda si dimena là dietro quella Panda&lt;br /&gt;L’erede rintronato dalla plebesse oblige&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: La storia è vera ed è successa a Napoli. Ne sono stato testimone. C'era un corteo di auto blu con a bordo non so quale erede detronizzato dei borboni. Tutti bloccati nel traffico. Risalii la file delle auto per vedere cosa fosse successo. Una manifestazione di protesta? Un corteo repubblicano? Una banda di incalliti garibaldini? Niente di tutto questo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/cgZZWjUyu4g?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-3640714157900477814?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/cgZZWjUyu4g' title='Anidride borbonica'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/3640714157900477814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=3640714157900477814' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3640714157900477814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3640714157900477814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/anidride-borbonica.html' title='Anidride borbonica'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/cgZZWjUyu4g/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-7482327560971010997</id><published>2011-07-09T12:24:00.005+02:00</published><updated>2011-07-09T16:26:50.068+02:00</updated><title type='text'>Ammiragli d'acqua dolce</title><content type='html'>Ammiragli d’acqua dolce&lt;br /&gt;Capitali di ventura&lt;br /&gt;Cavalier di Malebolge&lt;br /&gt;Alpinisti da pianura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanno leggere il futuro&lt;br /&gt;Con le uova di storione&lt;br /&gt;E nel volo del paguro&lt;br /&gt;Trovano la direzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li salutano i selvaggi&lt;br /&gt;Dai canotti dai balconi&lt;br /&gt;e sorridono ai presagi&lt;br /&gt;e alle palle dei cannoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giornale d’alto bordo&lt;br /&gt;In pergamena di serpente&lt;br /&gt;Per il viaggio di ricordo&lt;br /&gt;Per la muta del presente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alti i calici di neve&lt;br /&gt;Che la musica abbia inizio&lt;br /&gt;Vino carte e baiadere&lt;br /&gt;La sentina d’ogni sfizio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come canta come incanta&lt;br /&gt;Il nuovo papa d’Avignon&lt;br /&gt;Tra le dita l’acqua santa&lt;br /&gt;Del beato Perignon&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bassa a pelo d’equatore&lt;br /&gt;C’è la svastica del sud&lt;br /&gt;Or che Budda fa l’attore&lt;br /&gt;In un film di Bollywood&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto l’albero maestro&lt;br /&gt;Della nuova religione&lt;br /&gt;Gesù Cristo dal capestro&lt;br /&gt;Che ripassa la canzone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  bazar di Pietroburgo&lt;br /&gt;Ed il re cuor di lenone&lt;br /&gt;Si fan beffe del demiurgo&lt;br /&gt;Travestito da buffone&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da lontano arriva l’eco&lt;br /&gt;Di bestemmie di lamenti&lt;br /&gt;Sono il capitan Copeco&lt;br /&gt;Ed i suoi nullatenenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pirati della mancia&lt;br /&gt;Hanno fame a tornaconto&lt;br /&gt;Fan tamburo della pancia&lt;br /&gt;E non sanno stare al mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matematica non sbaglia&lt;br /&gt;E l’addendo non ti mente&lt;br /&gt;Per la plebe e la canaglia&lt;br /&gt;Due più due fa sempre niente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Demogogo ed invidioso&lt;br /&gt;Chi dà retta ai pregiudizi&lt;br /&gt;E non sa quant’è rischioso&lt;br /&gt;Navigar nella jacuzzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammiragli d’acqua dolce&lt;br /&gt;Gran signori del pianeta&lt;br /&gt;Ecco Apollo che risorge&lt;br /&gt;Sopra al carro una moneta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: I signori dell'alta finanza sono stati per decenni i riveriti eroi del nostro tempo. La crisi del 2008 ne ha un po' oscurato la gloria, ma non certo le fortune economiche. Quel che è peggio, continuano a dettare legge. La svastica delle canzone non è la croce uncinata dei nazisti bensì il simbolo buddista, ed è "del sud" perché la Croce del Sud è l'equivalente della nostra Stella Polare se navigate nell'emisfero australe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/R9bw7dVui1I?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-7482327560971010997?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/R9bw7dVui1I' title='Ammiragli d&apos;acqua dolce'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/7482327560971010997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=7482327560971010997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/7482327560971010997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/7482327560971010997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/ammiragli-dacqua-dolce.html' title='Ammiragli d&apos;acqua dolce'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/R9bw7dVui1I/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1908818107751926606</id><published>2011-07-09T12:22:00.003+02:00</published><updated>2011-07-09T16:27:49.554+02:00</updated><title type='text'>Alza la testa</title><content type='html'>Alza la testa&lt;br /&gt;Al vento che arriva&lt;br /&gt;Ti spinge a dritta&lt;br /&gt;Allo scoglio giù a riva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alza la testa&lt;br /&gt;Davanti alla vita&lt;br /&gt;Nella tempesta&lt;br /&gt;La nave è finita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuvole basse&lt;br /&gt;Tra lampi sul mare&lt;br /&gt;Getta le casse&lt;br /&gt;Per non affondare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuvole basse&lt;br /&gt;Nascondono il sole&lt;br /&gt;Fra terre riarse&lt;br /&gt;Bruciate dal sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tu…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alza la testa&lt;br /&gt;Al vento che arriva&lt;br /&gt;Puoi starne certa&lt;br /&gt;Ti porta giù a riva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alza la testa&lt;br /&gt;Davanti alla vita&lt;br /&gt;Per la tua festa&lt;br /&gt;La nave è partita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole è alto&lt;br /&gt;Nel cielo d’azzurro&lt;br /&gt;Un altro salto&lt;br /&gt;Sul mare di burro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole è alto&lt;br /&gt;Fra l’onde leggere&lt;br /&gt;Birra di malto&lt;br /&gt;E pane col miele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/JkRowjVavbc?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1908818107751926606?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/JkRowjVavbc' title='Alza la testa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1908818107751926606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1908818107751926606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1908818107751926606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1908818107751926606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/alza-la-testa.html' title='Alza la testa'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/JkRowjVavbc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-161657919680256153</id><published>2011-07-09T12:19:00.002+02:00</published><updated>2011-07-09T15:59:24.571+02:00</updated><title type='text'>Me ne andrò</title><content type='html'>Il vento ha preso le mie carte&lt;br /&gt;Tutti gli appunti che ho lasciato&lt;br /&gt;Le cose che dovevo fare&lt;br /&gt;Le storie che volevo raccontare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E me ne andrò senza capire&lt;br /&gt;Se è meglio vivere o morire&lt;br /&gt;E me ne andrò&lt;br /&gt;Col mio nulla da dire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno che ho lasciato indietro&lt;br /&gt;Non ha lezioni da impartire&lt;br /&gt;Lui si credeva eterno&lt;br /&gt;Fino a quando il sole l’ha mollato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E me ne andrò senza rancore&lt;br /&gt;Neppure l’ombra d’un dolore&lt;br /&gt;E me andrò&lt;br /&gt;Lontano da ogni dove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è davvero nulla al mondo&lt;br /&gt;Più dolce d’una dolce resa&lt;br /&gt;Del non dover lottare&lt;br /&gt;Del non dovere opporre resistenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E me ne andrò in gran segreto&lt;br /&gt;Con il mio passo più discreto&lt;br /&gt;E me ne andrò&lt;br /&gt;Senza voltarmi indietro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mare placa le sue onde&lt;br /&gt;Che già spumavano di rabbia&lt;br /&gt;Mi lascio cancellare&lt;br /&gt;Come quella scritta sulla sabbia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E me ne andrò da qui a due ore&lt;br /&gt;Senza nemmeno far rumore&lt;br /&gt;E me ne andrò&lt;br /&gt;Dovunque sia il mio amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… e al diavolo l’onore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/BIfSASildQg?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-161657919680256153?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/BIfSASildQg' title='Me ne andrò'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/161657919680256153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=161657919680256153' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/161657919680256153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/161657919680256153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/me-ne-andro.html' title='Me ne andrò'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/BIfSASildQg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-172611242942149324</id><published>2011-07-09T12:14:00.004+02:00</published><updated>2011-07-09T16:34:04.070+02:00</updated><title type='text'>Luci</title><content type='html'>Dimmi chi unn'è&lt;br /&gt;pi' malincunia&lt;br /&gt;chi la luci&lt;br /&gt;mi veni a circari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimmi chi unn'è&lt;br /&gt;pi' supirchiaria&lt;br /&gt;chi lu jornu&lt;br /&gt;mi veni a scuitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E astuto la luci&lt;br /&gt;come si la luci&lt;br /&gt;dumani nun torna&lt;br /&gt;E scinnu d'a cruci&lt;br /&gt;comu si sta cruci&lt;br /&gt;dumani unn'agghjorna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dda 'ncapu lu mari&lt;br /&gt;ddi luci luntani&lt;br /&gt;mi piaci addisiari&lt;br /&gt;Po' dintra a lu porto&lt;br /&gt;sti varchi fitusi&lt;br /&gt;vulissi affunnari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E scinnu d'a cruci&lt;br /&gt;comu si sta cruci&lt;br /&gt;dumani unn'agghjorna&lt;br /&gt;e astuto la luci&lt;br /&gt;comu si la luci&lt;br /&gt;dumani nun torna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/a1OHtbwi1P0?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-172611242942149324?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/a1OHtbwi1P0' title='Luci'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/172611242942149324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=172611242942149324' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/172611242942149324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/172611242942149324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/luci.html' title='Luci'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/a1OHtbwi1P0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-6559308007591737333</id><published>2011-07-09T12:12:00.005+02:00</published><updated>2011-07-09T16:31:25.579+02:00</updated><title type='text'>Euridice</title><content type='html'>Su baciala piano&lt;br /&gt;Tra il collo ed il seno&lt;br /&gt;Poi muovi la mano&lt;br /&gt;Carezzala almeno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io fiuto gli amanti&lt;br /&gt;Lontano ad un miglio&lt;br /&gt;E ne ho visti tanti&lt;br /&gt;Dal mio nascondiglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non chiuder le tende&lt;br /&gt;Di quella finestra&lt;br /&gt;L’amore s’offende&lt;br /&gt;Lui soffre e protesta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinchiuso e protetto&lt;br /&gt;L’amore è egoista&lt;br /&gt;Ma visto da un tetto&lt;br /&gt;Diventa altruista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono geloso&lt;br /&gt;Se è un altro a godere&lt;br /&gt;Io son generoso&lt;br /&gt;Mi basta vedere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in questo spiare&lt;br /&gt;Io trovo la pace&lt;br /&gt;La gioia d’amare&lt;br /&gt;Sia pur contumace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non ho mai fatto&lt;br /&gt;Del male a nessuno&lt;br /&gt;Non sono quel matto&lt;br /&gt;Che dice qualcuno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono devoto&lt;br /&gt;Con tutto il mio cuore&lt;br /&gt;Sia pure a mio modo&lt;br /&gt;Al dio dell’amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so vostro onore&lt;br /&gt;È il vostro dovere&lt;br /&gt;Ma le sue parole&lt;br /&gt;Son troppo severe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ché in tutte le foto&lt;br /&gt;Che mi ha sequestrato&lt;br /&gt;Davvero non noto&lt;br /&gt;Neppure un reato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maniaco lei dice&lt;br /&gt;Ma se ben ricordo&lt;br /&gt;Soltanto Euridice&lt;br /&gt;Morì d’uno sguardo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Euridice fu rapita da Ade, dio degli inferi. Orfeo, che ne era innamorato, supplicò Ade fino a convincerlo a lasciarla andare. Il patto era che Orfeo non si sarebbe mai dovuto voltare a guardarla durante la risalita dagli inferi, ma lui cedette alla tentazione ed Euridice tornò definitivamente nel regno dei morti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/cJsRw_hksQk?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-6559308007591737333?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/cJsRw_hksQk' title='Euridice'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/6559308007591737333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=6559308007591737333' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/6559308007591737333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/6559308007591737333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/euridice.html' title='Euridice'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/cJsRw_hksQk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-8721842776707596875</id><published>2011-07-09T12:08:00.006+02:00</published><updated>2011-07-09T16:31:41.713+02:00</updated><title type='text'>Il congresso di Canossa</title><content type='html'>Tra pensieri azioni e borsa&lt;br /&gt;Al congresso di Canossa&lt;br /&gt;Ho smarrito il mio bagaglio&lt;br /&gt;Fra le truppe allo sbaraglio&lt;br /&gt;Per fortuna che la guida&lt;br /&gt;Tra un Martini e la movida&lt;br /&gt;A cavallo d’un caimano&lt;br /&gt;Ci ha salvati dal pantano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì la guerra sì alla corsa&lt;br /&gt;Si decise lì a Canossa&lt;br /&gt;Tutti a bordo del naviglio&lt;br /&gt;Sei non salti sei coniglio&lt;br /&gt;Fu una festa quella fuga&lt;br /&gt;Al resort della Tortuga&lt;br /&gt;Tracannando i margarita&lt;br /&gt;Di J. Morgan il pirata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salsa rumba e nova bossa&lt;br /&gt;Ed il ballo di Canossa&lt;br /&gt;In ginocchio per un miglio&lt;br /&gt;Sanguinando con puntiglio&lt;br /&gt;Barbanera presidente&lt;br /&gt;Del partito che si pente&lt;br /&gt;Riformiamo la speranza&lt;br /&gt;Con il lotto e la finanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu davvero una gran mossa&lt;br /&gt;Quella svolta di Canossa&lt;br /&gt;Per uscir dal nascondiglio&lt;br /&gt;E finir nel ripostiglio&lt;br /&gt;Su sciogliamo le catene&lt;br /&gt;Delle volpi delle iene&lt;br /&gt;Il bel mondo a guadagnare&lt;br /&gt;Chi sta buono può guardare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vade retro alla riscossa&lt;br /&gt;Fu lo slogan di Canossa&lt;br /&gt;Dove il popolo fu al meglio&lt;br /&gt;Nel torneo dello sbadiglio&lt;br /&gt;Senza offesa per i santi&lt;br /&gt;Tra bestemmie e sacramenti&lt;br /&gt;Gratto e vinco il mio futuro&lt;br /&gt;O la piglio dentro al&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O mi gioco pure il mulo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Quando il PCI divenne PDS sembrò una mossa azzeccata. E probabilmente fu così. Tuttavia non c'era scritto da nessuna parte che da lì si dovesse poi arrivare al punto di credere davvero nell'economia di mercato, nelle liberalizzazioni e privatizzazioni ecc. ecc. Non dimenticherò mai quando sentii per la prima volta dei leader ex-comunisti citare le agenzie di rating come fossero il Vangelo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/A0T95Wb9mso?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-8721842776707596875?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/A0T95Wb9mso' title='Il congresso di Canossa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/8721842776707596875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=8721842776707596875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8721842776707596875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8721842776707596875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/il-congresso-di-canossa.html' title='Il congresso di Canossa'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/A0T95Wb9mso/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1910319709760515652</id><published>2011-07-09T12:06:00.003+02:00</published><updated>2011-07-09T15:57:00.958+02:00</updated><title type='text'>La Val di Sfatta</title><content type='html'>Piove neve in Val di Sfatta&lt;br /&gt;E m’immacola la fratta&lt;br /&gt;Copre terra merda e stucchi&lt;br /&gt;E i maiali mamelucchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biancopura è la mia gente&lt;br /&gt;Nell’abbaglio riflettente&lt;br /&gt;Bianconeve è a tutta vista&lt;br /&gt;Nell’inverno calvinista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco meco e me rispondo&lt;br /&gt;Giro yodel girotondo&lt;br /&gt;Questo mondo è casa mia&lt;br /&gt;Tra la piazza e l’abbazia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Polla a neve dal mio pene&lt;br /&gt;Il biolattico del seme&lt;br /&gt;S’alza a culo la gonnella&lt;br /&gt;M’immulatto la pulzella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi coltivo il bianco mare&lt;br /&gt;Aro are aro are&lt;br /&gt;Pianto i semi della neve&lt;br /&gt;Sulle case sulla pieve&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moribonda senza fretta&lt;br /&gt;Batte i denti la moretta&lt;br /&gt;Tutta nuda nella fossa&lt;br /&gt;Avrà nere anche le ossa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’esser bianca lei sognava&lt;br /&gt;Son sicuro lo voleva&lt;br /&gt;È questione di due ore&lt;br /&gt;E del giglio avrà il candore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piove neve in Val di Sfatta&lt;br /&gt;E m’immacola la fratta&lt;br /&gt;Copre terra merda e stucchi&lt;br /&gt;E i maiali mamelucchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ragazza di colore viene violentata e uccisa in un paese dell'Europa centrale. Austria, Svizzera, Germania? Non si sa. La neve coprirà il suo cadavere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/Muc6llbXbfA?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1910319709760515652?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/Muc6llbXbfA' title='La Val di Sfatta'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1910319709760515652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1910319709760515652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1910319709760515652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1910319709760515652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/la-val-di-sfatta.html' title='La Val di Sfatta'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Muc6llbXbfA/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-322979244128832869</id><published>2011-07-09T12:04:00.004+02:00</published><updated>2011-07-09T15:58:34.737+02:00</updated><title type='text'>La caduta dal vespino</title><content type='html'>Bidella di scuola tua madre&lt;br /&gt;Gli stessi capelli nel vento&lt;br /&gt;Il padre fa opra da usciere&lt;br /&gt;È bello in divisa d’aspetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Correvi con nobile sprezzo&lt;br /&gt;Sul tuo motorino d’argento&lt;br /&gt;Disprezzo svelavi d’avere&lt;br /&gt;Per ogni segnale d’arresto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vezzosa da fiera Afrodite&lt;br /&gt;In un crocevia d’Agrigento&lt;br /&gt;Tra avite rovine e severe&lt;br /&gt;Tu stavi correndo di certo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segreta la fossa dannata&lt;br /&gt;Le ruote cozzavano forte&lt;br /&gt;Sbalzata cascavi di botto&lt;br /&gt;Giù nella rugosa carrera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lordavi di rosso l’asfalto&lt;br /&gt;Di poco mancavi la morte&lt;br /&gt;Cobalto er’il mare là sotto&lt;br /&gt;Che fu della dea di Citera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Correvi leggiadra la vita&lt;br /&gt;Da vera donzella di corte&lt;br /&gt;Or tinta vermiglia nel volto&lt;br /&gt;Che fu la caduta da pera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Una ragazzina scorrazza sul suo motorino per le strade di Agrigento. Lo fa con lo sprezzo del pericolo e la superiore noncuranza d'una nobildonna d'una volta o d'una ninfa dell'antica mitologia greca. La modernità è fatta di anche di questo: di gesti antichi in contesti nuovi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/o_w0CUvxp3I?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-322979244128832869?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/o_w0CUvxp3I' title='La caduta dal vespino'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/322979244128832869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=322979244128832869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/322979244128832869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/322979244128832869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/la-caduta-dal-vespino.html' title='La caduta dal vespino'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/o_w0CUvxp3I/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1455654284554351196</id><published>2011-07-09T11:59:00.003+02:00</published><updated>2011-07-09T15:56:39.556+02:00</updated><title type='text'>L'Autostrada 6</title><content type='html'>Io vado a ottanta all’ora lungo l’autostrada sei&lt;br /&gt;Sulla corsia di destra senza allontanarmi troppo dal guardrail&lt;br /&gt;Si dice chi va piano va lontano e poi lo sai&lt;br /&gt;Che in tutta la mia vita contromano io non sono andato mai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha detto anche tua madre che conservi ancora una fotografia&lt;br /&gt;Di me di te tuo padre mia sorella e Margherita sai tua zia&lt;br /&gt;Insieme in pizzeria là sotto casa alla Bella Napoli&lt;br /&gt;Con l’incerata rosa e roba fresca senza trucchi o intingoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel bel vinello fresco fatto in casa che da solo ti va giù&lt;br /&gt;Ma senza esagerare com’è giusto un dito a testa o poco più&lt;br /&gt;Avevi un bel sorriso e quel vestito verde che hai cucito tu&lt;br /&gt;Con la spallina che non ne voleva mai sapere di star su&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile davvero immaginarti più felice di così&lt;br /&gt;Col nostro ferramenta e poi gli amici e lo scopone al giovedì&lt;br /&gt;Davvero credi d’esser più serena adesso che vivi con lui&lt;br /&gt;Ed hai dimenticato la tua casa tuo marito ed anche i tuoi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non serve sorpassare la mia uscita è sei chilometri da qui&lt;br /&gt;Starò tranquillo in coda con prudenza fino al bivio Mondovì&lt;br /&gt;Poi prendo la statale e intanto penso alla faccia che farai&lt;br /&gt;Tu che credevi che lì a casa sua non ti avrei trovata mai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due colpi poi due baci poi due colpi infine l’ultimo per me&lt;br /&gt;In tutto fanno sette come gli anni che ho vissuto insieme a te&lt;br /&gt;Dovrebbero spiegare a st’incosciente che da destra non si può&lt;br /&gt;Qui tutti pensan d’essere piloti poi s’ammazzano però&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non ho mai capito a cosa serva andare a più di cento all’or&lt;br /&gt;Perché la gente corre scappa cerca chissà che cos’altro ancor&lt;br /&gt;Tra un poco amore mio quando insieme non sarem nell’aldilà&lt;br /&gt;Ti basterà un istante per capire che vuol dir felicità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Un uomo percorre con prudenza l'autostrada 6. E' una persona tranquilla, senza grilli per la testa. Ama sua moglie, la sua casa, la propria famiglia. E' difficile immaginare una situazione più inquietante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/PUGOd0OTFLk?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1455654284554351196?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/PUGOd0OTFLk' title='L&apos;Autostrada 6'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1455654284554351196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1455654284554351196' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1455654284554351196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1455654284554351196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/lautostrada-6.html' title='L&apos;Autostrada 6'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/PUGOd0OTFLk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-9144464553121611620</id><published>2011-07-09T11:56:00.005+02:00</published><updated>2011-07-09T16:27:19.098+02:00</updated><title type='text'>Il Torquemada innamorato</title><content type='html'>Su lasciati picchiare&lt;br /&gt;Voglio sentirti urlare&lt;br /&gt;Il vederti lacrimare&lt;br /&gt;Me l’ho fa già tirare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho bisogno di vedere&lt;br /&gt;Il tuo pesto lividume&lt;br /&gt;Se ti vedo sanguinare&lt;br /&gt;Sono tutto un brividume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza suppliche arrapanti&lt;br /&gt;Senza neanche una ferita&lt;br /&gt;Senza calci sopra ai denti&lt;br /&gt;Cosa vuoi che sia la vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tu indossi la tua tonaca&lt;br /&gt;Vuoi l’amore senza attrito&lt;br /&gt;Scopri la tua fica monaca&lt;br /&gt;E mi dici basta un dito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non le voglio le tue prediche&lt;br /&gt;Non ti voglio confessare&lt;br /&gt;Delle tue preghiere ludiche&lt;br /&gt;Non so proprio cosa fare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non voglio fare il vescovo&lt;br /&gt;E neppure il chierichetto&lt;br /&gt;Vorrei solo sai di nuovo&lt;br /&gt;Incatenarti sopra al letto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amore mio così non va&lt;br /&gt;Stiamo sempre a litigare&lt;br /&gt;Così il sesso non si fa&lt;br /&gt;Ci dovremmo uniformare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarà una via di mezzo&lt;br /&gt;Tra i tuoi metodi soavi&lt;br /&gt;E il mio gusto certo rozzo&lt;br /&gt;Di legarti ai lampadari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se davvero vuoi che metta&lt;br /&gt;Un bell’abito talare&lt;br /&gt;Per poterti poi furbetta&lt;br /&gt;Sul mio coso confessare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io un’idea sai ce l’avrei&lt;br /&gt;Se tu fai l’indemoniata&lt;br /&gt;Ecco allora io potrei&lt;br /&gt;Diventare Torquemada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Torquemada fu il primo Grande Inquisitore dell'Inquisizione spagnola. In certi casi, è difficile capire dove finisce la fede e dove comincia la perversione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/yoAey-TvhKs?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-9144464553121611620?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/yoAey-TvhKs' title='Il Torquemada innamorato'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/9144464553121611620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=9144464553121611620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/9144464553121611620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/9144464553121611620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/il-torquemada-innamorato.html' title='Il Torquemada innamorato'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/yoAey-TvhKs/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-7331636710669462900</id><published>2011-07-09T11:48:00.005+02:00</published><updated>2011-07-09T16:31:57.077+02:00</updated><title type='text'>Mafioso</title><content type='html'>La mamma mi diceva che ero svelto di cervello&lt;br /&gt;Poi qui la gente sai si scanta pure delle ombre&lt;br /&gt;Così io diventai come mio nonno e poi mio padre&lt;br /&gt;Mafioso mafioso mafioso mafioso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sognavo belle macchine e vestiti Valentino&lt;br /&gt;Pensavo a un avvenire di potere e belle donne&lt;br /&gt;E invece eccomi qui nel sottoscala du ‘u zu Pinu&lt;br /&gt;Da solo da solo da solo da solo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi avevano promesso mari e monti e chissà cosa&lt;br /&gt;I monti ora li vedo tutti attorno alla stamberga&lt;br /&gt;Dove passeggio il tempo rileggendo la sentenza&lt;br /&gt;Vent’anni vent’anni vent’anni vent’anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lontano il mare luccica in fondo alla vallata&lt;br /&gt;Con tutti i suoi bikini il sole e le ragazze in tanga&lt;br /&gt;Se mai nasco di nuovo io lo giuro che mi faccio&lt;br /&gt;Bagnino bagnino bagnino bagnino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più meglio assai di futtiri sarebbe cumannari&lt;br /&gt;Ebbene io comando solo per corrispondenza&lt;br /&gt;Ma fimmini ne ho a iosa se soltanto mi contento&lt;br /&gt;Di capre di capre di capre di capre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al massimo addisio un barbecue con quattro amici&lt;br /&gt;Senza paura che poi il fumo attiri anche gli sbirri&lt;br /&gt;Due sarde costolette e dieci metri di salsiccia&lt;br /&gt;Col vino col vino col vino col vino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In foto la mia bimba sembra crescere radiosa&lt;br /&gt;Ma più mi cresce e più somiglia vero a mio compare&lt;br /&gt;Io non vorrei pensare ma si sa di questi tempi&lt;br /&gt;Bastardi bastardi bastardi bastardi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per giunta il senatore va in tv e mi sputa addosso&lt;br /&gt;Da un anno non risponde dice d’essere prudenti&lt;br /&gt;Ma poi non la schifìa la cocaina che gli mando&lt;br /&gt;Cornuto cornuto cornuto cornuto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però io porco giuda ve lo giuro su mia madre&lt;br /&gt;Io quasi quasi spero che mi arrestano stavolta&lt;br /&gt;Così racconto tutto parlo e smetto di mangiare&lt;br /&gt;Cicoria cicoria cicoria cicoria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Quando Bernardo Provenzano fu arrestato, viveva in una decrepita masseria. Il suo cibo preferito pare fosse la cicoria. Ne è passato di tempo dalle dorate latitanze d'una volta...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/RRP1Dm62bAc?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-7331636710669462900?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://youtu.be/RRP1Dm62bAc' title='Mafioso'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/7331636710669462900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=7331636710669462900' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/7331636710669462900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/7331636710669462900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2011/07/mafioso.html' title='Mafioso'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/RRP1Dm62bAc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-8546510070760465892</id><published>2010-02-11T16:42:00.007+01:00</published><updated>2010-02-11T17:23:57.562+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archivio personale'/><title type='text'>Abusivismo a Favara</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/S3QtLGASZeI/AAAAAAAAACU/qBFNsNuK3kQ/s1600-h/lido+cannatello+blog.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: undefinedpx; height: undefinedpx;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/S3QtLGASZeI/AAAAAAAAACU/qBFNsNuK3kQ/s200/lido+cannatello+blog.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437020318756660706" /&gt;&lt;/a&gt; Questo articolo risale al febbraio del 2006 e mi è tornato in mente dopo il recente crollo di una casa nel centro storico di Favara che ha causato la morte di due bambini. E' stato originariamente pubblicato su Centonove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comune di Favara è noto alle cronache soprattutto per il gran numero di imprese edili: addirittura 623, ovvero una ogni 48 abitanti (che sono all’incirca 30.000). Un dato, questo, che venne evidenziato nell’ottobre del 2004, in occasione della “visita” della Commissione Parlamentare Antimafia in provincia di Agrigento. &lt;br /&gt;Non è una caso che proprio a Favara vada di moda l’espressione “fare soletta”: ossia buttar giù una gettata di cemento armato. Facendo “soletta”, a partire dalla metà degli anni ’60 è nato un intero quartiere abusivo, conosciuto come Favara Ovest, oggi abitato da quasi 5.000 residenti.&lt;br /&gt;Nulla di diverso da quanto accaduto in molte altre parti della Sicilia, se non fosse per un particolare: il quartiere di Favara Ovest, infatti, a dispetto del nome, si trova al di là dei confini comunali. In territorio di Agrigento.&lt;br /&gt; &lt;span class="fullpost"&gt;Nei 40 anni ormai trascorsi dalle prime “solette”, in quel quartiere è nata e cresciuta almeno una generazione di favaresi. Molti tra costoro risultano genericamente residenti in contrada Monte Saraceno, un po’ giocando sull’equivoco di un’area che anche nel versante agrigentino è nota in questo modo.&lt;br /&gt;Da anni il Comune di Agrigento e quello di Favara “trattano” per un definizione della vicenda, tra accelerazioni e crisi diplomatiche. L’ultima è esplosa martedì 21, quando è naufragato l’ennesimo tentativo di trovare un accordo. Il problema è quello della contropartita: in cambio del territorio di Favara Ovest, infatti, gli agrigentini vorrebbero la cessione di una parte della zona industriale del comune confinante, in contrada San Benedetto, occupata da imprese del capoluogo.&lt;br /&gt;Già nel 1997 i consiglieri comunali di Agrigento avevano deliberato in tal senso, ma i loro colleghi favaresi avevano lasciato cadere la questione senza portarla al voto. All’epoca la legge prevedeva che le cessioni di territori tra i comuni dovesse essere deliberata congiuntamente dai consigli comunali interessati. Oggi è invece la legge regionale 30 del 2000 a prevedere, dopo la deliberazione dei consigli, un referendum popolare che coinvolga i residenti delle aree interessate.&lt;br /&gt;Una procedura che, al di là delle diatribe politiche, in questo caso si scontra con una difficoltà di fondo: in teoria, gli abitanti di Favara Ovest dovrebbero votare nella qualità di residenti di Agrigento, dal momento che è quest’ultimo comune a cedere una parte del proprio territorio. Solo che gli abitanti in questione, pur vivendo legalmente ad Agrigento, risultano all’anagrafe residenti a Favara.&lt;br /&gt;Effetti collaterali del “fare soletta” come e dove capita. Per aggirare questo ostacolo, il parlamentare regionale dei Verdi Calogero Micciché aveva presentato un emendamento alla Finanziaria regionale inserito nel maxi-emendamento votato dall’ARS il 19 gennaio.  Un emendamento che prevedeva lo scambio per legge dei terreni, in deroga alla L.R. 30 del 2000, consentendo la votazione ai cittadini interessati previa inscrizione “presso degli appositi elenchi”. Per superare i problemi legati alla residenza, l’iscrizione all’elenco era consentita “a tutti i proprietari o locatari di immobili ricadenti nei territori” interessati.&lt;br /&gt;La proposta di Miccichè aveva inizialmente trovato il consenso dello stesso governatore Cuffaro. Per un motivo ben preciso: oltre alla risoluzione della questione dei confini tra Agrigento e Favara, infatti, prevedeva uno scambio di territori tra la stessa Agrigento e il comune natale di Totò Cuffaro. A Raffadali ci sono due contrade, Modaccamo e Safo, che catastalmente appartengono al capoluogo ma sono abitate da raffadalesi, e si trovano inoltre a circa 4 chilometri da Raffadali e a 25 da Agrigento. Anche in questo caso c’era un problema legato alla residenza legale degli abitanti, in tutto simile a quella di Favara Ovest.&lt;br /&gt;All’ultimo momento, in aula, il governo ha però ritirato l’iniziale consenso, al punto che a Raffadali ne è nata una vera e propria guerra di manifesti con reciproche accuse tra i Verdi e l’UDC.&lt;br /&gt;Pare che dietro questo improvviso voltafaccia ci sia la mano del deputato favarese di Alleanza Nazionale Giuseppe Infurna. Dovuto forse, da una parte, alla volontà di evitare che Calogero Miccichè potesse vantarsi di un altro titolo di merito dopo la concessione dei contributi ai proprietari di immobili danneggiati dalla frana di Agrigento del 1966, dall’altra dal fatto che il consiglio comunale di Favara, come poi è stato evidente martedì 21, non vuole cedere agli agrigentini una parte della propria zona industriale.&lt;br /&gt;Oggi il sindaco di Favara Lorenzo Airò, alla guida di una giunta di sinistra con un consiglio comunale nella quasi totalità in mano alla Casa delle  Libertà, commentando la mancata approvazione dell’emendamento Miccichè parla di un’occasione perduta. Anche perché si trova in una situazione assai imbarazzante: il quartiere di Favara Ovest è infatti in gran parte privo di opere di urbanizzazione, ed è perfino con un certo timore che racconta di avervi appaltato la realizzazione di un tratto delle rete fognante (“Non so nemmeno se mi conviene dirlo” dichiara). Il paradosso è infatti che la sua giunta si trova a dovere eseguire lavori in quello che, legalmente, è il territorio di un altro comune. &lt;br /&gt;Un paradosso che salta agli occhi spostandosi qualche chilometro a Sud, in località Cannatello. Si tratta di una frazione balneare di Agrigento, appena ad Est di San Leone. Anche qui i proprietari delle abitazioni sono per il 90 per cento favaresi. Eppure, in riva al mare, c’è un vecchio bunker di cemento armato risalente alla seconda guerra mondiale, su cui spicca una targa commemorativa che lo stesso sindaco Airò ha posto nel 2003 in onore di Mohamed Abid, un tunisino che annegò li di fronte dopo aver salvato la vita di due bambini e avere tentato, inutilmente ed eroicamente, di salvarne un terzo. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/S3QuLsC-fWI/AAAAAAAAACc/4JuzPVmvN0g/s1600-h/targa+blog.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: undefinedpx; height: undefinedpx;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/S3QuLsC-fWI/AAAAAAAAACc/4JuzPVmvN0g/s400/targa+blog.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437021428480114018" /&gt;&lt;/a&gt; Possibile che un sindaco ponga una targa in territorio che non gli appartiene? Sì, perché in realtà il lido di Cannatello, sulla carta di Agrigento, è stato ceduto in concessione, dal Demanio Marittimo, al comune di Favara. Che ogni estate vi organizza manifestazioni musicali e ha sistemato una piccola piazza in riva al mare. Praticamente un’enclave. Così vanno le cose, nella provincia che non riesce a sottrarsi al luogo comune di aver dato i natali a Luigi Pirandello. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-8546510070760465892?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/8546510070760465892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=8546510070760465892' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8546510070760465892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/8546510070760465892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2010/02/abusivismo-favara.html' title='Abusivismo a Favara'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/S3QtLGASZeI/AAAAAAAAACU/qBFNsNuK3kQ/s72-c/lido+cannatello+blog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1519404159190275355</id><published>2010-02-11T16:31:00.001+01:00</published><updated>2010-02-11T16:34:33.095+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archivio personale'/><title type='text'>Quando gli alpini comandavano a Lampedusa</title><content type='html'>Chi protegge Lampedusa dai suoi protettori? E’ una domanda che sull’isola, da qualche mese, si stanno facendo in tanti. Lampedusa, si sa, è condannata ad una perenne emergenza. Agli atavici problemi dell’isolamento geografico, da qualche anno s’è aggiunto quello, drammatico, dei continui sbarchi dei clandestini. Un’emergenza che il piccolo comune non poteva certo affrontare da solo, tanto che dal 2004 è stato affiancato dalla Protezione civile.&lt;br /&gt;Il Commissario delegato è il direttore del dipartimento, Guido Bertolaso, che però di volta in volta nomina un proprio delegato. Nel 2004 toccò ad un tenente generale degli Alpini, Maurizio Cicolin, che ad un certo punto decise di improvvisarsi urbanista. &lt;span class="fullpost"&gt;Porta infatti la sua firma un’ordinanza del novembre di quell’anno con cui l’ufficiale degli Alpini approvava una variante urbanistica al Piano di fabbricazione dell’isola (come qui chiamano il piano regolatore). Oggetto della variante la realizzazione di un’area di stoccaggio per le imbarcazioni dei clandestini, allo scopo di liberare dai relitti il piccolo porto già di per sé insufficiente. Anziché scegliere un’area attigua all’attuale discarica comunale, la Protezione civile ne individuò una del tutto nuova in località Taccio Vecchio.&lt;br /&gt;Una scelta che venne subito contestata da Legambiente, che nell’isola gestisce una riserva naturale: la località Taccio Vecchio ricade infatti all’interno di un Sito d’importanza comunitaria (SIC). Ciononostante la Protezione civile è andata avanti per la sua strada, tra l’altro senza neppure chiedere all’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente la valutazione d’impatto ambientale, obbligatoria per gli interventi nelle aree SIC. Per meglio dire, ha avviato l’iter per la VIA a maggio, ma solamente dopo che i lavori erano cominciati. Per la cronaca, l’appalto è stato affidato alla Edilmeccanica s.r.l. del gruppo Giuseppe Campione di Agrigento, come si legge nell’interrogazione dello scorso 4 luglio rivolta ai ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture dal deputato di Sinistra Democratica Angelo Lomaglio (interrogazione che non ha ancora avuto risposta, come risulta dal sito web della Camera).&lt;br /&gt;I lavori sono consistiti in uno sbancamento e nella realizzazione di un pesante muro di contenimento in cemento armato. Iniziati nel mese di maggio, non si può certo dire che siano stati benedetti dalla buona sorte. Il 14 di quel mese, infatti, a Lampedusa è stata eletta una nuova amministrazione comunale, e soprattutto s’è insediato un nuovo sindaco, Bernardino De Rubeis dell’MPA. Il quale ha cambiato atteggiamento rispetto ai suoi predecessori e ha preso di petto la questione, procedendo tra l’altro al sequestro amministrativo del cantiere. Per il primo cittadino, l’opera è infatti abusiva.&lt;br /&gt;Non bastassero i problemi politici, l’area di stoccaggio delle barche “clandestine” ne ha dovuti affrontare di strutturali. Il 26 giugno, neanche un mese dopo l’ultimazione dei lavori, un intero lato del muro di contenimento è venuto giù di schianto. Per fortuna il blocco amministrativo aveva impedito che sotto quel muro ci fossero al lavoro degli operai, o che l’area ospitasse già delle imbarcazioni, e tutto s’è risolto con un gran botto.&lt;br /&gt;Alla Protezione civile non rimane altro da fare che rimuovere il manufatto e ripristinare i luoghi. Lo ha stabilito ad agosto il Servizio VIA dell’assessorato al Territorio e Ambiente, comunicando al Commissario delegato per l’emergenza a Lampedusa che non potrà rilasciare alcun parere in quanto l’ufficio può esprimersi soltanto sulle “opere da realizzare e non già realizzate”. Un’ultima nota: per l’opera “abusiva” la Protezione civile ha speso 513 mila euro.&lt;br /&gt;Ma quanto costa smaltire le barche dei clandestini?&lt;br /&gt;La nuova amministrazione di Lampedusa è nota alle cronache nazionali per la presenza di un assessore della Lega Nord, la signora Angela Maraventano, Del sindaco Bernardino De Rubeis detto Dino si sono invece occupate le testate regionali, perché quella dell’area di stoccaggio della località Taccio Vecchio non è l’unico motivo di polemica con la Protezione civile. In agosto, De Rubeis ha sostenuto che diversi clandestini venivano recuperati in acque internazionali e condotti comunque al centro di permanenza di Lampedusa, ingolfandolo più di quanto già non sia. Meno nota è la polemica sui costi di smaltimento delle imbarcazioni dei clandestini. A titolo di esempio, De Rubeis cita una delibera della Protezione civile da lui rinvenuta, che per il trituramento e lo smaltimento di 23 natanti impegna una somma di 166-170 mila euro, ovvero oltre 7.300 euro a barca. Un costo, a suo dire eccessivo, che gli ha fatto venire un’idea: “Voglio chiedere un finanziamento per acquistare un trituratore comunale. Costa circa 300 mila euro ma poi potremmo vendere il legno al Conai” (il consorzio che si occupa dello smaltimento dei rifiuti riciclabili). I rifiuti sono un po’ il suo cavallo di battaglia. “Appena insediato – dice – ho subito annullato un bando di gara della Gesa, la società che gestisce l’ATO rifiuti Agrigento 2. Un bando da 5 milioni di euro. Sulla gestione dei rifiuti a Lampedusa voglio vederci chiaro”. Nel frattempo, chi l’avrebbe mai detto, la vicenda dell’area di stoccaggio di località Taccio Vecchio ha visto nascere un’inedita alleanza tra un primo cittadino dell’MPA e Legambiente, un partito e un’associazione che si trovano su fronti opposti in diverse parti della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Originariamente pubblicato sul settimanale Centonove nel settembre 2007&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1519404159190275355?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1519404159190275355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1519404159190275355' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1519404159190275355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1519404159190275355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2010/02/quando-gli-alpini-comandavano-lampedusa.html' title='Quando gli alpini comandavano a Lampedusa'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-2037876767952860284</id><published>2010-02-11T16:29:00.002+01:00</published><updated>2010-02-11T16:30:59.325+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archivio personale'/><title type='text'>Vi ricordate la coppa America di Trapani?</title><content type='html'>E adesso che succede? La domanda è d'obbligo, dopo che il ministero dell'Ambiente si è espresso in termini negativi sulle opere realizzate nel porto di Trapani in occasione della Louis Vuitton Cup del 2005.&lt;br /&gt;La competizione velica, che serve a selezionare le barche che si sfideranno nella Coppa America, fu una grande vetrina internazionale per la città tra i due mari. Si svolse tra il 29 settembre e il 9 ottobre di due anni sullo sfondo magnifico delle isole Egadi da una parte e del monte Erice dall'altra, e si concluse con la vittoria degli svizzeri di Alinghi e del mitico skipper Russell Coutts. Nonché con tanti ringraziamenti per Trapani e per il calore con cui la città aveva accolto i partecipanti.&lt;br /&gt;Meno trionfale fu l'accoglienza delle associazioni ambientaliste.  &lt;span class="fullpost"&gt;Ai loro occhi la Coppa America assunse l'aspetto di un cavallo di Troia, nella cui capiente pancia si nascondevano diversi progetti che fino a quel momento l'Autorità Portuale s'era vista respingere per insormontabili ostacoli di natura ambientale.&lt;br /&gt;La chiave per aprire quella pancia fu un'ordinanza della Protezione Civile (la n.  3077 del settembre 2004) che conteneva alcune deroghe alla normativa ambientale. Deroghe che diedero il via libera ad una gara d'appalto da 46 milioni di euro per la realizzazione di una banchina di 202 metri nella zona chiamata Ronciglio e di due dighe foranee di 450 e 300 metri. Opere previste dal Piano Regolatore del Porto, a tutt'oggi sprovvisto del parere sulla valutazione d'impatto ambientale (di competenza del ministero dell'Ambiente e non della Regione perché quello di Trapani è un porto d'interesse nazionale).&lt;br /&gt;La deroga in materia ambientale, in teoria, era resa possibile da un'interpretazione della normativa sulla protezione civile che assimilava di fatto una competizione sportiva come la Coppa America agli eventi calamitosi o a manifestazioni come il Giubileo.&lt;br /&gt;Secondo Legambiente si trattava di un'interpretazione eccessivamente larga, dal momento che in nessun caso poteva consentire la realizzazione di opere all'interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS) come le Saline di Trapani, pesantemente interessata dai lavori della banchina Ronciglio.&lt;br /&gt;Sempre in teoria, le opere dovevano essere funzionali allo svolgimento delle regate, ma così non fu: né le dighe foranee né la banchina erano state ultimate in tempo, tanto è vero che i lavori ripresero anche dopo il 9 settembre 2005, ultimo giorno della Louis Vuitton Cup. Ossia quando l'ordinanza della Protezione civile era ormai scaduta.&lt;br /&gt;Nel novembre successivo la Procura di Trapani, sollecitata dai continui esposti di Legambiente, decise di porre sotto sequestro il cantiere della banchina, dissequestrato solo nel settembre del 2006.&lt;br /&gt;Per riprendere i lavori si aspettava una decisione del ministero dell'Ambiente, arrivata infine il 30 marzo scorso. Porta la firma del direttore generale dell'ufficio per la Salvaguardia Ambientale, e rileva “la sostanziale non ottemperanza delle prescrizioni formulate” nel settembre del 2005. In attesa che l'Autorità Portuale di Trapani chieda la pronuncia sulla compatibilità ambientale del piano regolatore del porto, il ministero “invita […] a non iniziare e/o proseguire alcuna attività che modifichi lo stato dei luoghi all'interno della circoscrizione portuale”, limitandosi “al solo completamento delle opere foranee per assicurare la stabilità delle stesse dal moto ondoso, al trattamento anticorrosivo delle armature e alla messa in sicurezza dei cumuli di materiale per evitarne lo smottamento”. Anche per questo tipo di interventi, tuttavia, sarà necessario un preventivo assenso da parte del ministero.&lt;br /&gt;Due le principali obiezioni: la distruzione di sette ettari di posidonia oceanica (tutelata dall'Unione Europea in quanto pianta acquatica in via di estinzione, la cui scomparsa è tra le cause dell'erosione delle coste mediterranee) provocata dalle due dighe foranee, e l'impatto della banchina Ronciglio sulla ZPS delle Saline di Trapani.&lt;br /&gt;A detta del ministero, insomma, 46 milioni di euro sarebbero stati spesi per lavori  che hanno provocato danni cui non sarà facile porre rimedio. Incidenti che possono succedere, se la valutazione d'impatto ambientale si chiede dopo l'inizio dei lavori.&lt;br /&gt;Il provvedimento del ministero dell'Ambiente è stato preso malissimo dal sen. Antonio D'Alì, oggi presidente della Provincia di Trapani e nel 2005 sottosegretario all'Interno nonché grande sponsor politico della manifestazione: “La decisione di Pecoraro Scanio - ha dichiarato ai giornali - mortifica le aspirazioni di sviluppo della città di Trapani e non propone un percorso condiviso nell'interesse di tutti”.&lt;br /&gt;E mentre D'Alì annuncia interrogazioni parlamentari, il presidente provinciale di Confidustria, Piero Culcasi, lamenta l'inadeguatezza del porto, i cui fondali sono troppo bassi per consentire l'attracco delle navi di grossa stazza.&lt;br /&gt;Ben diverso il parere di Legambiente: “Ci sono voluti due anni di esposti e relazioni tecniche, alcuni sequestri disposti dall'Autorità Giudiziaria, una puntuale e complessa indagine della Sezione di PG dei Carabinieri, avvisi di garanzia per responsabili dell'Autorità Portuale, del Genio Civile Opere Marittime e dell'impresa - ha dichiarato il vicepresidente regionale Angelo Dimarca  - ma alla fine la tesi da noi sostenuta da sempre è stata confermata: le opere sono state realizzate violando procedure e causando gravi danni all'ambiente. Ci attendiamo ora una celere chiusura dell'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Trapani e l'accertamento non solo delle responsabilità di quanti hanno violato procedure e causato danni all'ambiente, ma anche di coloro che, omettendo controlli e provvedimenti sospensivi, hanno consentito che i lavori giungessero ad avanzata fase di realizzazione”.&lt;br /&gt;La soluzione è adesso affidata ad un'azione di concerto tra i ministeri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e dei Trasporti, sollecitata da Alfonso Pecoraro Scanio con una lettera che è stata spedita pressoché in contemporanea col provvedimento del suo ministero.&lt;br /&gt;Gli equipaggi della più importante manifestazione velica del mondo, nel frattempo, si sono trasferiti a Valencia. Evidentemente non sanno che la Coppa America in versione trapanese, a quasi due anni dalla cerimonia di chiusura, è tutt'altro che conclusa.&lt;br /&gt;(Originariamente pubblicato sul settimanale Centonove nell'aprile 2007)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-2037876767952860284?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/2037876767952860284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=2037876767952860284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/2037876767952860284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/2037876767952860284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2010/02/vi-ricordate-la-coppa-america-di.html' title='Vi ricordate la coppa America di Trapani?'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1345230008818016670</id><published>2010-02-11T15:44:00.004+01:00</published><updated>2010-02-11T16:38:04.043+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archivio personale'/><title type='text'>La protezione in-civile</title><content type='html'>Sui giornali di oggi non si fa che parlare delle inchieste sulla Protezione civile, e dire che c'è stato un periodo in cui Guido Bertolaso era talmente sugli scudi che criticarlo sembrava blasfemo. In realtà quello che oggi chiamano "sistema Bertolaso" va avanti da anni, tra violazioni delle regole ambientali e snellimenti burocratici assai sospetti. Ebbene, in questi giorni sto mettendo un po' d'ordine tra i miei vecchi articoli e ne ho trovati due sulla Protezione civile. Uno riguardava il porto di Trapani (è dell'aprile 2007) l'altro gli sbarchi dei clandestini a Lampedusa (settembre 2007). Sono stati pubblicati entrambi sul settimanale Centonove di Messina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1345230008818016670?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1345230008818016670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1345230008818016670' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1345230008818016670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1345230008818016670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2010/02/la-protezione-in-civile.html' title='La protezione in-civile'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-4969217349975482436</id><published>2010-02-10T20:09:00.001+01:00</published><updated>2010-02-10T20:09:39.490+01:00</updated><title type='text'>Berlusconi a Termini Imerese</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TpBnzS6LD3Q&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed 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Forte</title><content type='html'>&lt;embed src=""&gt;&lt;/embed&gt;&lt;object width="400" height="224"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/108030672545581"&gt;&lt;embed src="http://www.facebook.com/v/108030672545581" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="224"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-3105642575732553486?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/3105642575732553486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' 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Dio ce ne scampi!</title><content type='html'>Brutti tempi, per gli addetti stampa di Sciacca. La travolgente vittoria del sindaco Vito Bono ha una cosa di bello: che fa piazza pulita del mito dell’immagine.&lt;br /&gt;Chiunque l’abbia visto comiziare si sarà fatto di sicuro la mia stessa domanda: ma davvero quel signore incapace di mettere in fila due parole, balbettante per l’emozione, desideroso di farla finita al più presto per poter scendere dal palco, davvero quel signore lì è il candidato del centro-sinistra e dell’MPA? Davvero aspira a diventare sindaco? Per dirla ancora più francamente: può mai vincere le elezioni uno degli oratori più scarsi che la storia politica della nostra città abbia mai conosciuto? Ebbene, il bello è che non si è limitato a vincere: ha addirittura stravinto. &lt;span class="fullpost"&gt;Questo malgrado in tanti (anch’io tra loro, lo confesso) ci fossimo detti: insomma, possibile che non gli abbiano affiancato un addetto all’immagine? Un press agent, uno spin doctor, un suggeritore purchessia?&lt;br /&gt;Sciacca, tra l’altro, pullula di giornalisti che aspirano ad un incarico di addetto stampa. Qualcuno addirittura, alla faccia del codice deontologico e dei conflitti d'interesse, fa contemporaneamente l’addetto all’immagine dell’amministrazione comunale e il giornalista nelle emittenti locali, e magari scrive pure i pezzi sul sindaco che gli paga lo stipendio (anzi, che glielo fa pagare ai contribuenti). Tutti dobbiamo campare, ve beh, si sa, chi è senza peccato scagli il primo microfono. Imbrogliamo pure e al diavolo la credibilità.&lt;br /&gt;Dell’altro candidato, del sindaco in carica, al contrario si diceva: è un grande comunicatore. “Si – mi ha detto qualcuno – lo so che con chi parli parli ti dicono che vincerà Vito Bono, però stai attento a Mario Turturici: è un grande comunicatore”.&lt;br /&gt;Immagine. Comunicazione. Queste le parole chiave. E invece, con tutti i soldi che Turturici ha fatto spendere al comune di Sciacca in “immagine” e “comunicazione”, alla fine ha vinto uno che da questo punto di vista era proprio (come si dice) “negato”. Li avesse risparmiati per riparare qualche strada, forse avrebbe ottenuto un paio di voti in più. In meno, sicuramente no.&lt;br /&gt;La verità è che in un paese medio-piccolo come Sciacca la “comunicazione” affidata ai mass media ha un senso molto limitato. Perché Vito Bono, ad esempio, sarà scarsissimo in TV o sui palchi dei comizi, ma in realtà è un grande comunicatore. Salutare la gente per strada, fare qualche metro in compagnia di qualcuno che si è incontrato al passeggio, ricevere i mutuati allo studio (Vito Bono, per i non saccensi, è quello che un tempo si chiamava “medico della mutua”), fermarsi a parlare, e soprattutto averlo fatto per anni, non soltanto nei due mesi della campagna elettorale, in un paese come Sciacca è una forma anch’essa di “comunicazione”. Antica e nello stesso tempo modernissima. &lt;br /&gt;Il neo-sindaco ha promesso che continuerà ad andare a piedi. Come fa da anni. Niente auto blu o finte telefonate al cellulare per non doversi fermare a parlare. Speriamo mantenga la promessa: sarà un bene per lui e anche per le casse del comune. E non perché sparagnerà la benzina: il vero risparmio verrà dal taglio degli addetti all’immagine. Tanto, il disastroso risultato di Mario Turturici ha dimostrato che vale molto di più una stretta di mano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-3640991782411936504?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/3640991782411936504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=3640991782411936504' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3640991782411936504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3640991782411936504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2009/06/addetti-alimmagine-dio-ce-ne-scampi.html' title='Addetti al&apos;immagine? Dio ce ne scampi!'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-3578830511610230115</id><published>2008-09-11T17:57:00.004+02:00</published><updated>2008-09-11T18:28:58.967+02:00</updated><title type='text'>Italkali senza pretendenti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMlGP_8bUvI/AAAAAAAAACM/KGVhcupnIzg/s1600-h/articolo2+copia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMlGP_8bUvI/AAAAAAAAACM/KGVhcupnIzg/s320/articolo2+copia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244800481726518002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato sul Sole 24 Ore Sud di mercoledì 10 settembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Regione siciliana non riesce a liberarsi del 51% dell’Italkali s.pa. posseduto dall’Ente Minerario Siciliano in liquidazione. Un primo bando di vendita, nel 2005, era naufragato nelle aule di tribunale, costringendo la Regione ad annullare la cessione delle quote pubbliche agli austriaci della Salinen.&lt;br /&gt;Ad aprile, il secondo bando di vendita è andato deserto, malgrado alcune società (siciliane e straniere) sembrassero inizialmente interessate. “Probabilmente – dice il commissario liquidatore dell’EMS, Rosalba Alessi – è dipeso dal fatto che il bilancio 2007 presenta delle perdite. Per questo motivo ho suggerito all’assessorato all’Industria di aspettare qualche mese prima di procedere ad un nuovo bando, in attesa di capire se quest’anno ci saranno i miglioramenti che al momento sembrano esserci”. Non tutti sono d’accordo con Alba Alessi. &lt;span class="fullpost"&gt;Ad esempio, Antonio Vitellaro, amministratore vicario dell’Italkali (il cui Cda è nominato dai soci privati) sostiene che il vero problema era la bozza di contratto sottoposta ai potenziali acquirenti. &lt;br /&gt;Il bilancio approvato a fine maggio, ad ogni modo, non è certo stato tra i migliori. Specializzata nella coltivazione e commercializzazione del salgemma, l’Italkali ha visto crollare la produzione da  1.047.179 tonnellate di tout venant del 2006 a poco più di 500 mila tonnellate (il tout venant è il minerale per come esce dal sottosuolo, prima dei processi di trasformazione). Alla base del calo, il clima eccessivamente mite: poca neve sia in Nord Italia che nell’Europa centrale e settentrionale, tradizionali mercati di sbocco per il sale antigelo (quello che si sparge su strade e autostrade). Una crisi che, è bene precisarlo, non ha colpito soltanto l’Italkali ma l’intero settore a livello internazionale. Non a caso, tornando all’Italkali, è stata la miniera di Realmonte in provincia di Agrigento a subire le conseguenze più pesanti. Gli altri due siti estrattivi siciliani, Petralia (in provincia di Palermo) e Racalmuto (sempre in provincia di Agrigento), danno un sale molto puro, destinato a scopi alimentari e industriali, e non hanno subito apprezzabili conseguenze negative. La miniera di Realmonte, il cui sale meno puro può essere usato solo come antigelo, è passata invece dalle quasi 600 mila tonnellate del 2006 a meno di 80 mila nel 2007. Quest’anno le cose vanno un po’ meglio. I dati del primo semestre 2008 dicono che la produzione è pari a quella dell’anno scorso a Petralia, praticamente raddoppiata a Racalmuto e in considerevole crescita anche a Realmonte, dove però l’estrazione del salgemma è stata frenata dalla necessità di esaurire le scorte dell’anno precedente. E dire che proprio nel sottosuolo di Realmonte riposa una buona parte del futuro dell’Italkali. E’ qui che si trova un consistente giacimento di kainite, per i chimici un sale doppio di potassio e magnesio commisto a salgemma. Nel 2002 uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche valutò la consistenza del giacimento, stimandone una vita di circa 40 anni. Attraverso un processo industriale, dalla kainite si può ricavare solfato di potassio da utilizzare come fertilizzante in agricoltura. “Potrebbe consentirci – dice Antonio Vitellaro – di inserirci nei mercati internazionali in maniera remunerativa. Se solo ce lo lasciassero fare”.&lt;br /&gt;Al momento comunque l’Italkali ha 263 dipendenti, 176 dei quali in Sicilia (nell’indotto lavorano altre 230 persone, tra addetti alla manutenzione e trasportatori).&lt;br /&gt;Pochi sanno che i primi a comprendere la possibilità di ottenere solfato di potassio dalla kainite furono gli italiani. Il relativo procedimento industriale fu infatti brevettato dalla Montecatini negli anni ’60. Il primo stabilimento ad applicarlo fu quello di Campofranco in provincia di Caltanissetta, dove la kainite arrivava tramite teleferica dalla miniera di S. Cataldo. Una storia conclusasi nel 1992, quando la Sicilia finì fuori legge nello smaltimento dei rifiuti potassici: la Regione aveva previsto una condotta per consentire il deflusso a mare degli scarti di lavorazione (la cosiddetta salamoia), rimasta però sulla carta. Doveva sfociare dalle parti di Sciacca dopo aver attraversato il territorio di due province. &lt;br /&gt;Il nuovo stabilimento Italkali per la lavorazione della kainite è previsto a Porto Empedocle, in un’area di 220 mila metri quadrati all’interno dell’area industriale (esattamente alle spalle del rigassificatore progettato dalla ENEL Power). A regime dovrebbe creare 300 nuovi posti di lavoro senza considerare l’indotto. Se ne parla dal dicembre del 2003, quando  l’Italkali ha chiesto all’ASI di Agrigento l’assegnazione dell’area. Pochi giorni e l’ASI risponde di non averne la disponibilità. Nel marzo 2004 l’azienda ha presentato una proposta di contratto di programma e a novembre ha chiesto nuovamente l’area, questa volta alla Capitaneria di Porto. A dicembre la risposta: l’istanza potrà essere valutata solo dopo la riconsegna delle aree da parte dell’ASI. Si tratta in effetti di uno specchio di mare che l’ASI deve ricolmare e attrezzare. Peccato che i lavori, iniziati oltre dieci anni fa, non si siano ancora conclusi. Di conseguenza l’area rimane in una sorta di limbo burocratico: “prestata” all’ASI, è però di competenza della Capitaneria. Così, nel marzo 2005 l’Italkali prova a tagliare la testa al toro e fa richiesta a tutti e due gli enti, ricevendone però altrettanti rifiuti. Tanto che il CIPE, a settembre, respinge la domanda di accesso ai contratti di programma perché l’Italkali non ha trasmesso la “dichiarazione di disponibilità del suolo”. Per Stefano Catuara, presidente dell’ASI di Agrigento, il vero problema è che “negli anni, la vicenda non è stata mai affrontata”. L’area richiesta dell’Italkali, dice, non tiene conto del piano ASI né delle istanze presentate da altri gruppi industriali, anche agrigentini: “L’unico modo per risolvere il problema – spiega - sarebbe un protocollo d’intesa tra l’ASI, la Capitaneria e le imprese interessate per rendere compatibili i diversi insediamenti”. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-3578830511610230115?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/3578830511610230115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=3578830511610230115' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3578830511610230115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3578830511610230115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/09/italkali-senza-pretendenti.html' title='Italkali senza pretendenti'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMlGP_8bUvI/AAAAAAAAACM/KGVhcupnIzg/s72-c/articolo2+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-2834623087549553678</id><published>2008-09-11T15:44:00.013+02:00</published><updated>2008-09-11T17:06:31.998+02:00</updated><title type='text'>Lo scempio delle antiche terme</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkr7mZniAI/AAAAAAAAABU/fYsMp1V0uHA/s1600-h/acqua+santa+1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkr7mZniAI/AAAAAAAAABU/fYsMp1V0uHA/s320/acqua+santa+1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244771543969925122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMktX7OmtDI/AAAAAAAAABc/E_Smf46-I4g/s1600-h/catenaccio+2.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMktX7OmtDI/AAAAAAAAABc/E_Smf46-I4g/s320/catenaccio+2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244773130108843058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le foto che vedete testimoniano uno scempio. Sono state scattate dentro e fuori lo stabilimento delle Antiche Terme Selinuntine, di proprietà della Regione siciliana tramite l’Azienda Autonoma delle Terme e attualmente in concessione alla Terme di Sciacca s.p.a. &lt;span class="fullpost"&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkqKDX6GLI/AAAAAAAAABE/vM5fu5FSzZk/s1600-h/bidoni+e+porta.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkqKDX6GLI/AAAAAAAAABE/vM5fu5FSzZk/s320/bidoni+e+porta.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244769593242294450" /&gt;&lt;/a&gt; Si raggiunge dalla via Figuli, alla fine della scala che a pochi metri dal viale delle Terme conduce in contrada Muciare dopo avere attraversato il torrente Bagni. Era qui che, un tempo, si trovava la fonte della cosiddetta Acqua Santa, nota da secoli per le sue virtù terapeutiche. Lo stabilimento venne restaurato nel 1984-85, all’epoca in cui l’Azienda delle Terme era diretta da Pasquale Mannino. Fu il geologo Forlani a ritrovare la fonte dell’Acqua Santa, che era andata perduta in seguito al terremoto del 1968. Peccato si fosse ben presto scoperto che la celebrata acqua aveva perso la sua santità: i residenti delle contrade Isabella, S. Antonio e Sovareto, a furia di scaricare i reflui dove capitava, l’avevano inquinata. Coliformi fecali: questo dissero le analisi.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkrEV-MJ1I/AAAAAAAAABM/gkHYV17ZX1k/s1600-h/cortile+interno.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkrEV-MJ1I/AAAAAAAAABM/gkHYV17ZX1k/s320/cortile+interno.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244770594667112274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ad entrarci oggi si viene assaliti dallo sconforto. Innanzi tutto perché farlo è semplicissimo. I due portoni d’ingresso sono entrambi spalancati, e perfino il cancello della recinzione è chiuso solo per finta: la catena è arrotolata attorno alle sbarre ma il lucchetto (come avete visto) è incredibilmente aperto. Basta spingere e il gioco è fatto (è così che ce ne siamo accorti: appoggiandoci per sbaglio).&lt;br /&gt;Da un pozzetto l'acqua sulfurea continua a scorrere, copiosa. Disperata, in mancanza di un uso più proficuo, si getta nel torrente Bagni.&lt;br /&gt;Nella sala d’ingresso, accatastati come viene, diversi fusti. Sono pieni, ho provato a sollevarli. Abbandonati come capita, malgrado le allarmanti etichette: “corrosivo”, “provoca ustioni”. Tutto incustodito, da autentici irresponsabili.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkuQ_k3pWI/AAAAAAAAABk/DhqaUCP283s/s1600-h/bagni+distrutti.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkuQ_k3pWI/AAAAAAAAABk/DhqaUCP283s/s320/bagni+distrutti.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244774110528513378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkv5hGMhqI/AAAAAAAAABs/ecMOi74NISg/s1600-h/pompe+1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkv5hGMhqI/AAAAAAAAABs/ecMOi74NISg/s320/pompe+1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244775906233058978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il consiglio d’amministrazione della società per azioni cui la Regione ha delittuosamente affidato le terme di Sciacca lamenta di non avere soldi per gestire adeguatamente le strutture e geli impianti. Sarà vero (anzi lo è senz’altro). Tuttavia, a guardare queste foto, si capisce che la situazione è molto peggiore. Non sono solo i soldi a mancare.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkxax0WBDI/AAAAAAAAAB0/n53LqSGrR6c/s1600-h/scritta+corrosivo.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkxax0WBDI/AAAAAAAAAB0/n53LqSGrR6c/s320/scritta+corrosivo.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244777577168897074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkxbTFMLtI/AAAAAAAAAB8/RlwwjlTHzHE/s1600-h/scritta+provoca+ustioni.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkxbTFMLtI/AAAAAAAAAB8/RlwwjlTHzHE/s320/scritta+provoca+ustioni.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244777586097925842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Manca l’interesse, la cura, l’amore per il patrimonio termale. La sensazione è che da queste parti, a meno di 100 metri dagli uffici dirigenziali, siano anni che nessuno scende a controllare. Se i consiglieri non hanno i soldi per la benzina, possono andarci a piedi. Se non hanno i soldi per un lucchetto nuovo, basta che mi telefonino: in qualche cassetto, ne sono quasi sicuro, dovrei averne qualcuno.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkyZA0a8UI/AAAAAAAAACE/jV6OrSR5fX0/s1600-h/tubo+pozzetto+1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkyZA0a8UI/AAAAAAAAACE/jV6OrSR5fX0/s320/tubo+pozzetto+1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244778646347641154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-2834623087549553678?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/2834623087549553678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=2834623087549553678' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/2834623087549553678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/2834623087549553678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/09/lo-scempio-delle-antiche-terme.html' title='Lo scempio delle antiche terme'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sa4r6bWZXzs/SMkr7mZniAI/AAAAAAAAABU/fYsMp1V0uHA/s72-c/acqua+santa+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-4191532534254362270</id><published>2008-09-10T14:37:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T14:39:54.523+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrati'/><title type='text'>Chi ha paura di Mebrahtu?</title><content type='html'>Ma i saccensi sono razzisti? Non vi nascondo che l’ostilità nei confronti del centro d’accoglienza per immigrati di contrada Isabella mi ha stupito non poco. Sciacca ha una lunga tradizione di tolleranza e accoglienza, che fa a pugni con l’isterismo collettivo che sembra averla colpita. Io però rimango convinto che i saccensi non siano diventati di colpo intolleranti. Siamo una città di mare, da sempre più evoluta rispetto al contesto agrigentino, e non riesco ad accettare che ciò che è possibile a Montevago diventi impossibile da noi (come ha lodevolmente fatto notare il settimanale ControVoce). &lt;br /&gt;Di sicuro ha contribuito la caccia all’extracomunitario che sembra essere l’unica politica sociale del nuovo governo, e il bombardamento mediatico che l’alimenta. I saccensi non hanno paura dei ragazzi e delle ragazze di contrada Isabella, ma sono terrorizzati da quello che la televisione racconta loro. Tuttavia m’illudo di conoscere ancora i miei concittadini. Diciamo che mi piace illudermi. Sono convinto che se conoscessero gli ospiti del centro, anziché osservarli attraverso lo specchio deformante dello schermo televisivo, se li conoscessero personalmente voglio dire, forse il loro atteggiamento cambierebbe. Io l’ho fatto.  &lt;span class="fullpost"&gt;Un giorno, col mio amico pittore Franco Gulino, sono andato a parlare con alcuni di questi ragazzi. Ho ascoltato le loro storie. E alla fine ho pensato: se i miei amici saccensi li conoscessero, se li ascoltassero parlare, se sapessero i drammi da cui questi ragazzi di 17, 20, 24 anni sono scappati, sono sicuro che li inviterebbero a cena. Che organizzerebbero uno schiticchio insieme a loro. Che non ne avrebbero più paura.&lt;br /&gt;Ho parlato con un ragazzo del Niger. Un tuareg per parte di padre. Avete presente i tuareg del deserto? (il Niger è quasi tutto un deserto) Erano i protagonisti di tanti film e romanzi d’avventura, e fumetti, di quando eravamo bambini. Ebbene, Abdulraman è un tuareg. Ha 17 anni ed è nato e cresciuto in un paese desertico preda da anni di una intermittente guerra civile. A volte si spara a volte si sta in pace. Lui ha perso la madre quand’era bambino, poi il padre in guerra, gli era rimasto un fratello che per un po’ l’ha aiutato, poi anche il fratello ha subito le conseguenze dell’ennesima recrudescenza di guerra civile. Ci ha rimesso una gamba, e con l’unica che gli è rimasta stava davanti alle chiese a chiedere l’elemosina. Abdulraman s’è trovato di fronte due alternative: imbracciare un fucile e arruolarsi in una qualche milizia oppure tentare la fortuna in Europa. E’ quello che ha fatto. Voi, al suo posto, come vi sareste comportati?&lt;br /&gt;Poi ho conosciuto un ragazzone nigeriano (Nigeria, stavolta, non Niger). Alto e grosso ma con una faccia che tradisce i suoi 17 anni. Con la medicina tradizionale avevano provato a guarire una malattia cutanea (non sono un medico, ma sembrava una cosa tipo psoriasi). Gli stregoni della sua tribù s’erano convinti che la malattia fosse l’effetto di un incantesimo lanciatogli dalla tribù rivale dei Paga. Risultato: una gamba gonfia come un tronco d’albero e tante cicatrici sullo stomaco (tagli fatti con un coltello). Al Civico di Palermo gliel’hanno curata in tre giorni, a casa sua rischiava di perdere la gamba. Alla fine, per non finire vittima degli scontri tribali, è fuggito in Libia. Qui, per sei mesi, ha fatto il muratore per guadagnarsi i soldi con cui pagare il viaggio in Italia, ma come tanti altri s’è ritrovato truffato: gli avevano garantito uno stipendio, gli hanno dato due spiccioli. Parla solo inglese, appena arrivato in Italia ha provato a caricare il cellulare e chissà che tasto ha premuto. Adesso ce l’ha a morte con la Wind, che gli ha fregato un’intera ricarica.&lt;br /&gt;Poi c’è Mebrahtu. Avete presente Harry Belafonte? Beh, più o meno è fatto come lui. Viene dall’Eritrea, parla un ottimo inglese. Colto, raffinato, elegante, ha un garbo e un’educazione fuori dal comune. Non avesse la pelle nera tante mamme di Sciacca parteciperebbero ad un’asta pur di averlo come genero. Tuttavia il suo problema, almeno in Eritrea, non era il colore della pelle. Ha un “difetto”, Mebrahtu: è un cristiano pentecostale. Pare che la cosa, al paese suo, non sia presa bene. Là sei accettato solo se cattolico, musulmano oppure ortodosso, le tre religioni ufficiali. Guai però ad essere pentecostali. Può capitarvi quello che è successo a Mebrahtu. Un giorno se ne stava con un gruppo di amici a leggere la Bibbia. Di nascosto. Una retata della polizia e tutti in galera. Lui c’è rimasto sei mesi. Pure la famiglia l’ha ripudiato. Esce dal carcere e gli tocca il servizio militare. Una cosa seria, da quelle parti, dove le guerre sono all’ordine del giorno. Anche qui viene beccato (terribile delitto) e leggere la sua Bibbia da pentecostale. Per punizione, lo sbattono sotto al sole: fermo lì, immobile, guai a te se ti muovi. Il sole dell’Eritrea, roba da morire d’insolazione. Lì prende la sua decisione. “Qui mi ammazzano” pensa, e varca il confine con il Sudan. Per qualche mese lavora a Khartoum, la capitale sudanese. Fa il bell boy in un albergo, trasporta le valigie. L’ha già detto: parla un ottimo inglese, con accento di Cambridge. La polizia però lo taglieggia. Lui e gli altri irregolari. O pagate il pizzo o vi sbattiamo in galera perché non avete documenti. Mebrahtu deve fuggire anche dal Sudan. La nuova destinazione è la civile Europa. Va in Libia e da lì arriva a Lampedusa. Infine in contrada Isabella. Dove scopre che proprio di lui, così garbato ed elegante, la gente ha paura. Ma davvero noi saccensi abbiamo paura di Mebrahtu? &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-4191532534254362270?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/4191532534254362270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=4191532534254362270' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4191532534254362270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/4191532534254362270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/09/chi-ha-paura-di-mebrahtu.html' title='Chi ha paura di Mebrahtu?'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1276629726635644114</id><published>2008-09-10T13:07:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T13:09:15.641+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua'/><title type='text'>H2 oooooooooohhhhh!</title><content type='html'>Leggo da Agrigento Notizie del 6 agosto, a firma di Giuseppe Recca: “Il presidente della Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida […] ha ribadito di avere trovato una situazione catastrofica a Sciacca e che la normalità si può raggiungere lentamente. Ed ha rilevato che a Sciacca non c'è una mappa della rete idrica e ogni intervento di riparazione presenta grosse difficoltà”. &lt;br /&gt;Il tipo, Giuffrida, aveva appena discusso con l’amministrazione comunale di Sciacca della situazione di contrada San Marco, senz’acqua ormai da tempo immemorabile. E s’è giustificato così. Roba da far cadere le braccia. Il tipo, questa è la cosa drammatica, forse manco ha capito la gravità delle cose che ha detto.&lt;br /&gt; &lt;span class="fullpost"&gt;Ha parlato da politico, sembrava un sindaco che s’è appena insediato e si giustifica con gli elettori scaricando le colpe sul predecessore e sui disastri che gli ha lasciato. Peccato che mister Giuffrida non sia né un sindaco né tanto meno un politico. Il tipo è l’amministratore di una società per azioni che ha partecipato ad un bando di gara pubblico per l’aggiudicazione di un servizio.&lt;br /&gt;Questo significa tre cose: 1) che aveva il dovere di conoscere la situazione della rete idrica di Sciacca prima di partecipare alla gara e più ancora prima di mettere la sua firmetta in calce al contratto; 2) che se davvero non conosceva le reali condizioni della rete idrica saccense, non si capisce in base a quali elementi abbia presentato la sua offerta e il conseguente piano industriale; 3) che l’errore commesso dall’allora presidente della Provincia di Agrigento Enzo Fontana, avallato dai sindaci che hanno votato a favore (compreso il nostro compaesano Mario Turturici) si sta rivelando drammatico. Vi ricordate? Siccome al primo bando non aveva partecipato nessuno, si decise di ridurre a soli 5 milioni di euro la garanzie finanziarie necessarie per aggiudicarsi il servizio. Non ci voleva molto a capire che la Girgenti Acque, già in partenza, non avrebbe avuto i soldi per affrontare le tante emergenze e le altrettante “situazioni catastrofiche” delle reti idriche della nostra assetata provincia. A maggior ragione se il suo presidente, il tipo là, manco aveva idea di cosa si sarebbe trovato di fronte.&lt;br /&gt;La verità è che la Girgenti Acque è stata costituita e s’è aggiudicata il servizio per mettere le mani sui finanziamenti comunitari che arriveranno. Di suo non sta apportando alcuna competenza in più rispetto all’EAS (anzi, sembra perfino più scarsa,  a giudicare da come si sta coprendo di ridicolo a San Marco) né tanto meno le superiori capacità manageriali che i privati dicono di avere rispetto al pubblico. Vi ricordate Mario Turturici: la gestione dev’essere affidata ai privati perché sono più efficienti del pubblico. Si sta vedendo, eccome se si sta vedendo. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1276629726635644114?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1276629726635644114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1276629726635644114' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1276629726635644114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1276629726635644114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/09/h2-oooooooooohhhhh.html' title='H2 oooooooooohhhhh!'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-3964544198949701962</id><published>2008-07-15T19:26:00.006+02:00</published><updated>2008-07-15T19:41:57.067+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Meglio ridere che piangere'/><title type='text'>Un sindaco con la puzza sotto... la finestra</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_sa4r6bWZXzs/SHzfKUV7CZI/AAAAAAAAAA0/BCB0wpNcuiI/s1600-h/DSC03651.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_sa4r6bWZXzs/SHzfKUV7CZI/AAAAAAAAAA0/BCB0wpNcuiI/s320/DSC03651.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223295036195277202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il primo cittadino di Sciacca, Mario Turturici, è di quelli che alla forma ci tengono. Cura l’abbigliamento (e fin qui tutti d’accordo: lo fa a spese sue). Va in giro con un’auto blu comprata subito dopo l’insediamento. Coi soldi che Rocco Forte avrebbe dovuto versare in oneri di urbanizzazione secondaria ha rifatto il prospetto del palazzo municipale.&lt;br /&gt;Meno male che neppure i consiglieri comunali possono lamentarsi: hanno un’aula tutta nuova e perfino un tabellone luminoso per il voto elettronico che fa tanto Parlamento. Una cosa a cui il sindaco tiene tantissimo è il suo ufficio di gabinetto. Il mobilio se l’era  già rifatto, adesso è il turno degli uffici veri e propri. Chiusi per ristrutturazione, sindaco e compagnia si sono trasferiti nell’ex collegio S. Anna, in via S. Caterina. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_sa4r6bWZXzs/SHzgW6r-0rI/AAAAAAAAAA8/P0dlBFc4yz4/s1600-h/DSC03648.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_sa4r6bWZXzs/SHzgW6r-0rI/AAAAAAAAAA8/P0dlBFc4yz4/s320/DSC03648.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223296352158405298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Poteva cercarsi un parcheggio come i comuni mortali? Poteva farsi i 30 metri a piedi che separano il municipio (dove assessori e consiglieri parcheggiano di straforo nell’atrio inferiore da poco restaurato) dalla nuova temporanea sede? Neanche per idea. E dire che sarebbe istruttivo girare per ore alla ricerca di un parcheggio in centro!&lt;br /&gt;No. Lui s’è fatto riservare un parcheggio proprio accanto al portone del S. Anna. Ci sono delle belle strisce gialle e un cartello con su scritto: Riservato auto istituzionale. Qui, però, ha avuto un intoppo.&lt;br /&gt;Come si vede nelle foto, il parcheggio era e rimane occupato da ben tre cassonetti dei rifiuti. Che i rapporti tra Mario Turturici (il sindaco) e la So.Ge.I.R. (la ditta che raccoglie i rifiuti) non fossero buoni, già si sapeva. Qui però si sfiora lo sfregio!&lt;br /&gt;Per anni quei cassonetti sono stati proprio sotto la lapide che ricorda l’assassinio di Accursio Miraglia. Dopo anni di proteste alla fine furono spostati. Chi avrebbe mai pensato che, un giorno, quei cassonetti sarebbero finiti proprio nel parcheggio del sindaco?&lt;br /&gt;La città si divide in due fazioni. Da una parte i cultori dell’antipolitica, che apprezzano il simbolismo della “munnizza” in uno spazio riservato alle istituzioni. Dall’altra i formalisti, che a questo spettacolo un po’ s’indignano.&lt;br /&gt;E il sindaco? Di lui si dice che abbia un po’ la puzza sotto il naso. Forse era solo una diceria. Di sicuro, adesso, ce l’ha sotto la finestra. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-3964544198949701962?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/3964544198949701962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=3964544198949701962' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3964544198949701962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/3964544198949701962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/07/un-sindaco-con-la-puzza-sotto-la.html' title='Un sindaco con la puzza sotto... la finestra'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_sa4r6bWZXzs/SHzfKUV7CZI/AAAAAAAAAA0/BCB0wpNcuiI/s72-c/DSC03651.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-142573277533858223</id><published>2008-07-14T15:50:00.000+02:00</published><updated>2008-07-14T17:49:52.648+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Meglio ridere che piangere'/><title type='text'>Totò Cuffaro, paladino della Sicilia</title><content type='html'>Scrivono i giornali che Totò Cuffaro si sia buttato a capo fitto nel suo ruolo di parlamentare d’opposizione. “Difendo gli interessi della Sicilia – dice l’ex governatore – meglio dei deputati del PD”. Leggere questi articoli, è stato per me come un dejà vu. Vi ricordate di quando Umberto Bossi organizzò il raduno leghista sul Po? Ebbene, l’allora assessore regionale all’Agricoltura Totò Cuffaro annunciò di volersi recare a Comacchio con i prodotti tipici della nostra isola. Non so se poi davvero l’abbia fatto. Ricordo però che la cosa m’ispirò una storiella. Sono andato a ripescarla. L’idea che proprio Cuffaro s’ergesse a difensore della Sicilia mi faceva ridere già allora. Figuratevi oggi. &lt;br /&gt;Ecco la storiella.&lt;br /&gt; &lt;span class="fullpost"&gt;Degno di cavalcare accanto a Ettore, Enea e Lancillotto, il nostro più valente condottiero si è alfine gettato nella mischia. Totò Cuffaro, incurante delle minacce che i cavalieri di Alberto da Giussano gli lanciano dal loro tristo carroccio, sta già schierando i suoi fedeli a difesa delle insalubri acque di Comacchio.&lt;br /&gt;Gli uomini, al principio, arretrano dinanzi allo schiumare dell’acqua. Sinistre affiorano dalla mefitica palude le teste di mille e mille serpi, quasi un’idra immensa si apprestasse ad emergere.&lt;br /&gt;Totò Cuffaro è il solo a non indietreggiare. Roteando la spada si getta a capofitto nel mezzo delle acque ribollenti, e fa strage di serpi.&lt;br /&gt;“Picciotti, anguille sono” è il suo trionfante grido si vittoria, al quale rispondono le urla di giubilo dei cavalieri, che subito si apprestano ad apparecchiare la mensa.&lt;br /&gt;Ben presto le braci sono pronte, le anguille arrostite. I senza Dio locali ridacchiano ma si mantengono a distanza, ché hanno visto Totò Cuffaro in azione e temono la sua furia leggendaria.&lt;br /&gt;“Perché ridete, oh senza Dio?” urla il cavaliere.&lt;br /&gt;“Perché arrostite le anguille come se fossero salsicce” rispondono quelli, sempre a debita distanza ma sempre altresì piegati in due dalle risate.&lt;br /&gt;Tanto sprezzante del pericolo quanto veloce nel battagliare in arguzia, Totò Cuffaro reagisce da par suo.&lt;br /&gt;Con gesti rassicuranti invita i senza Dio ad avvicinarsi alla sua mensa.&lt;br /&gt;“Prendete codesti frutti della nostra terra e del nostro lavoro” dice, porgendo ai senza Dio bigonce stracolme di fichi d’India.&lt;br /&gt;“Mangiate pure” dice ad alta voce, perché tutti possano sentirlo. I senza Dio si gettano sulle bigonce e imprudenti addentano quei frutti.&lt;br /&gt;Non l’avessero mai fatto! Ignari delle fiere spine che difendono la dolcezza del frutto, i barbari padani si contorcono dal dolore e corrono verso l’acqua a distaccar gli aculei dalla proprie lingue.&lt;br /&gt;E’ la volta dei nostri cavalieri di ridere. Totò Cuffaro, tanto arguto quanto saggio, però li rimbrotta: “Mai bearsi dell’ignoranza che altri hanno delle nostre abitudini: i popoli sono fatti per vivere assieme e per scambiarsi esperienze, culture e appalti”.&lt;br /&gt;Appresa la lezione e commossi da quelle parole, i senza Dio padani acclamano il nostro fiero cavaliere, e subito lo proclamano loro difensore.&lt;br /&gt;Questo è il racconto di come Totò Cuffaro sconfisse le truppe di Alberto da Giussano, assai superiori di numero. Perché è bene ricordare che dove non possono il coraggio e la forza bruta riusciranno un cuore puro e i più degni argomenti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-142573277533858223?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/142573277533858223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=142573277533858223' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/142573277533858223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/142573277533858223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/07/tot-cuffaro-paladino-della-sicilia_4922.html' title='Totò Cuffaro, paladino della Sicilia'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-76281559889611114</id><published>2008-07-13T11:37:00.001+02:00</published><updated>2008-07-14T17:50:31.262+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia'/><title type='text'>La mafia senza ricambi</title><content type='html'>La mafia sembra davvero alle corde. L’ennesima dimostrazione viene dall’operazione Scacco Matto. Molti dei comuni interessati hanno una lunga “tradizione” in fatto di onorata società. Ribera, Burgio, Sambuca di Sicilia, in generale il territorio del Belice. &lt;span class="fullpost"&gt; Paesi in cui storicamente sono esistite tutte le condizioni perché la mafia vi piantasse le radici: un’economia prevalentemente agricola, il latifondo sopravvissuto fino a pochi decenni fa.&lt;br /&gt;Eppure basta dare un’occhiata ai curricula di alcuni degli indagati per accorgersi di come il lago in cui cosa nostra era abituata a sguazzare si sia ridotto ad uno stagno. I Capizzi di Ribera, loro, sono sempre gli stessi. Di padre in figlio, di nonno in nipote, inquirenti e investigatori sono costretti ad usare le date di nascita per distinguerli: Paolo Capizzi classe 1968, Paolo Capizzi classe 1940. In un’epoca in cui la famiglia tradizionale sembra in crisi, loro preservano usi e costumi d’altri tempi. Ma sono ormai una logora eccezione.&lt;br /&gt;Gino Guzzo di Montevago, il presunto capo mandamento, era stato già coinvolto nel processo Avana, che colpì la cosca di Sciacca e dintorni nel 1993. Quindici anni fa. Idem per il capo mafia di Sciacca, Accursio Dimino. I due, Guzzo e Dimino, erano stati compagni di scuola. A Montevago il capomafia era Pino La Rocca, che però era anziano, non conosceva molti giovani e non riusciva a reclutare nessuno. Ci pensò Dimino a presentargli Guzzo: “E’ un amico, ti puoi fidare”. Fu così che Gino Guzzo divenne il guardiaspalle di Pino La Rocca.&lt;br /&gt;Cosa nostra era ancora attraente, poteva ancora reclutare sangue fresco. Oggi non è più così. Al massimo, si ricorre a qualche parente. Con dei curiosi ribaltamenti. Gino Guzzo, anni fa, fu l’autista di Pino La Rocca. Oggi è lui ad avere come autista un altro Giuseppe La Rocca, nipote di quell’altro.&lt;br /&gt;A Burgio, siamo di nuovo ai Davilla e a Giovanni Derelitto, per giunta suocero di uno dei Capizzi. Ancora loro. Sempre loro.&lt;br /&gt;Non è un fenomeno che riguarda soltanto questo versante dell’agrigentino. Per decenni, Siculiana è stata ritenuta uno dei centri mafiosi più importanti. Patria dei Caruana, boss internazionali del narcotraffico. Poi si scoprì, due-tre anni fa, che da quelle parti i due uomini d’onore rimasti non riuscivano più a mettere in piedi una cosca. Per farlo bisogna essere almeno in tre. Dovettero farsi prestare un mafioso da un comune vicino.&lt;br /&gt;Perfino “lui”, Matteo Messina Denaro, sembra in difficoltà. Lo scrisse di suo pugno a Bernardo Provenzano. Stava in un pizzino: “Qui stanno arrestando perfino le sedie”.&lt;br /&gt;Un segno evidente della crisi di vocazione di cosa nostra, della sua mancanza di appeal, dell’incapacità di trovare nuove leve, viene proprio dall’aria nuova che si respira tra gli imprenditori. Loro, meglio di altri, sanno che i mafiosi sono sempre gli stessi. A Sciacca, tanto per dire, con gli uomini di Di Gangi in galera furono costretti a ricorrere ad un signore di 80 anni.&lt;br /&gt;La vera grande paura di chi era costretto a denunciare cosa nostra stava nella proverbiale memoria lunga dell’associazione. Denunci un mafioso, i carabinieri lo arrestano ma fuori dal carcere ne rimangono a decine. Pronti a farti la pelle. Oggi non è più così. E’ più difficile che un Accursio Dimino trovi un compagno di scuola da reclutare.&lt;br /&gt;Denunciate, gente, denunciate. Cosa nostra è alla frutta. Poche altre volte è stata in crisi come adesso. E’ il momento di approfittarne. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-76281559889611114?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/76281559889611114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=76281559889611114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/76281559889611114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/76281559889611114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/07/la-mafia-sembra-davvero-alle-corde.html' title='La mafia senza ricambi'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-10774153097953440</id><published>2008-07-11T11:32:00.000+02:00</published><updated>2008-07-14T17:50:54.082+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia'/><title type='text'>Storie di mafia da provincia profonda</title><content type='html'>“Quando gli imprenditori decidono di parlare, lo fanno per ore”. Sono le nove di sera, e un investigatore ha appena finito di ascoltare le testimonianze di diversi imprenditori del versante occidentale della provincia di Agrigento. Sente aria di svolta. Anche qui, nella Sicilia profonda. &lt;span class="fullpost"&gt; Pochi giorni prima, 4 di luglio, i Carabinieri di Sciacca e Agrigento avevano letteralmente decapitato almeno un paio di mandamenti mafiosi: 34 tra presunti uomini d’onore e loro fiancheggiatori erano finiti in galera. Non a caso l’operazione è stata denominata “Scacco matto”. Tre i magistrati impegnati nell’inchiesta: i Pm della DDA di Palermo Gianfranco Scarfò e Rita Fulantelli e il sostituto procuratore di Sciacca Salvatore Vella. L’ipotesi accusatoria, sostenuta da quasi tre anni di intercettazioni telefoniche e ambientali, descrive un capillare controllo dei subappalti nel settore delle opere pubbliche e anche in qualche grande investimento privato: l’acquedotto Favara di Burgio, diversi lavori stradali tra Sciacca e Menfi, il golf resort Verdura di sir Rocco Forte e altri investimenti turistici. Ipotesi che adesso trova conferme nelle deposizioni degli imprenditori. Non di tutti. Ci sono pure quelli che, sostiene l’investigatore, “negano l’evidenza”. Altri però confermano. E’ una novità assoluta, per questo versante dell’agrigentino. Nel capoluogo, prima e dopo l’arresto dell’ex capo mafia e oggi collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati, molti imprenditori avevano già deciso di denunciare i propri estortori. In prima fila, il presidente provinciale di Confindustria Giuseppe Catanzaro. La ribellione alla schiavitù del pizzo sfiora adesso il territorio del nuovo boss dei boss. Sciacca, il centro più importante, è a 30 chilometri da Castelvetrano. Il paese natale di Matteo Messina Denaro. Menfi, 11 mila abitanti ed ettari su ettari di magnifiche vigne, è ancora più vicino. E’ l’ultimo comune della provincia d’Agrigento. Di là del fiume Belice comincia quella di Trapani. Il “regno” di Messina Denaro. E’ una mafia che ancora fa paura. Molti dei presunti mafiosi colpiti dalle ordinanze di custodia hanno pedigree criminali di tutto rispetto. A Sciacca, per esempio, il capo mafia sarebbe Accursio Dimino. Negli anni ’80, quando ancora non si sapeva del suo ruolo in cosa nostra (non “ufficialmente”, almeno) fu addirittura socio di Massimo Maria Berruti in una ditta per la lavorazione della plastica con sede a Ribera. Berruti non era ancora parlamentare ma era già un uomo Fininvest vicinissimo a Silvio Berlusconi. Dimino è stato pazientemente in carcere più di dieci anni e vanta una vecchia collaborazione con Messina Denaro. E’ insomma una persona affidabile. Il super-boss lo stima. Parla bene di lui in un “pizzino” trovato nel casolare di Montagna dei Cavalli, dove fu arrestato Bernardo Provenzano. Appena uscito dal carcere gli offrono di fare il capo mandamento. Lui rifiuta. A quanto sembra, però, non rinuncia a riscuotere il pizzo. Al suo posto viene nominato Gino Guzzo. E’ di Montevago, in piena valle del Belice. Anche Gino Guzzo è da poco uscito dal carcere. E’ affidabile. Nelle intercettazioni lo chiamano il “dottore”, per via della laurea in Agraria. Il suo sogno è diventare massone. Si danna l’anima per riuscirci. Da sempre è a sua volta vicino a Messina Denaro. Gli uomini d’onore li chiama “cristiani”. E’ un capo mafia all’antica: posato, riflessivo. A chi gli chiede d’intervenire energicamente sugli imprenditori che non vogliono pagare, cristianamente risponde: “La vita è sacra”.&lt;br /&gt;Tra gli arrestati c’è Mario Davilla di Burgio. A lui lo chiamavano il Cavaliere. Forse perché era un cavaliere templare, una sorta di loggia para-massonica. Nulla a che vedere, s’intende, con la massoneria ufficiale.  Un tempo gestiva un impianto per la produzione del calcestruzzo tra Burgio e Ribera. Poi lo cedette a Gino Smeraglia di Ribera e andò a lavorare in Emilia ai cantieri dell’alta velocità. Tre anni fa l’avevano già arrestato per una serie di bancarotte fraudolente. Un’inchiesta della Guardia di Finanza denominata Clink Oil. &lt;br /&gt;Una storia nota, quella del passaggio dell’impianto industriale da Davilla a Gino Smeraglia. Ciò tuttavia non aveva impedito a Smeraglia di lavorare in subappalto al golf resort Verdura di sir Rocco Forte. Malgrado il cosiddetto protocollo della legalità. Sottoscritto dall’impresa, dalla Prefettura d’Agrigento e dal Comune di Sciacca. Smeraglia lavorava senza problemi. Sembra che i suoi mezzi siano ancora in cantiere. Malgrado il provvedimento di fermo che lo ha colpito il 4 luglio scorso.&lt;br /&gt;Ci sono stati diversi atti intimidatori, in Contrada Verdura. Dentro al cantiere di sir Rocco. Non sembra però che in tre anni d’intercettazioni se ne sia mai fatto cenno. E in effetti, se sono vere le ipotesi dell’accusa, le ditte vicine a cosa nostra già ci lavoravano. Perché avrebbero dovuto creare problemi, attirare l’attenzione degli inquirenti? E’ una nostra ipotesi, ma è probabile che quegli atti abbiano una diversa matrice. &lt;br /&gt;Gino Smeraglia non è l’unico tra i fermati che lavorava in contrada Verdura. Anche il riberese Nino Montalbano stava lì. Faceva il guardiano, malgrado la parentela con i Capizzi. Sempre loro: i Capizzi. Famiglia d’antica tradizione mafiosa. Uno va uno viene dal carcere. Da generazioni.&lt;br /&gt;Strane persone, i Capizzi. Temuti da tutti, fuori e dentro cosa nostra. Malgrado il loro peso specifico (sono tanti e quasi tutti nel giro) non sono mai riusciti a fare carriera. Quando c’è da nominare un capo mandamento, tocca sempre a qualcun altro. Fu così negli anni ’80, quando venne scelto l’allora capo mafia di Sciacca, Salvatore Di Gangi. Uno che non era neppure nato qui, veniva dalle Madonie. Adesso sono stati scavalcati da un signore che non ha certo il loro curriculum: tale Salvatore Imbornone da Lucca Sicula.&lt;br /&gt;Non si fidano dei Capizzi. Neppure in cosa nostra. Un giorno l’imprenditore Campo di Menfi, tra i fermati, dà ai Capizzi 42 mila euro. Vuole fornire il calcestruzzo alla ditta che sta realizzando lavori stradali sulla Sciacca-Menfi. I Capizzi glielo garantiscono. Lui paga ma non ottiene nulla. Pare che quelli della ditta si fossere già accordati a Palermo. Il calcestruzzo se lo fanno da soli. Campo rivuole indietro i soldi, i Capizzi non ne vogliono sapere. Si manda qualcuno a mediare. E dire che non avevano neppure titolo per intervenire. I lavori non ricadevano nel loro territorio, perché allora s’erano intascati i soldi?&lt;br /&gt;Sono fatti così, i Capizzi. Nessuno li ama, tutti li temono. Non possiedono qualità diplomatiche. Non guardano in faccia nessuno. Pretesero il pizzo perfino da Giuseppe Grigoli, quello della Despar di Castelvetrano. Benché Messina Denaro in persona si affannasse a far sapere loro che Grigoli era cosa sua. Chiedere il pizzo a Grigoli era come chiederlo a lui personalmente. Ma vacci a ragionare, con i Capizzi. Teste dure, teste da riberesi.&lt;br /&gt;Per fortuna (almeno questo), sembra che le richieste di pizzo si limitassero alle grandi opere. Non è di moda, nei piccoli centri, l’estorsione porta a porta. E’ difficile, ci si conosce tutti. Ogni tanto, però, qualcuno ci provava. Per esempio il menfitano Vito Bucceri. Vuole fare le scarpe al capo mafia del paese, Antonino Pumilia. Lo ritiene un debole. Propone un diverso programma di governo. Funziona così: anche i mafiosi che aspirano ad una promozione fanno promesse da campagna elettorale. “Quando comanderò io, faremo il porta a porta. E chi non paga chiude”. Gli è andata male. &lt;br /&gt;Quando però erano in ballo gli appalti più consistenti, le estorsioni non si fermavano neppure davanti all’amicizia. Né di fronte al grottesco. Un giorno, le microspie sull’automobile di un mafioso registrano in diretta un atto intimidatorio. C’è dà dar fuoco all’auto di un imprenditore. Viene incaricato uno che però è un suo amico. Suo fratello ha battezzato il figlio dell’imprenditore. Perde tempo, rinvia finché può. Alla fine è costretto. Fatto il “lavoro”, l’amico che gli fa da autista lo lascia e carica la moglie. La microspia continua a registrare. Il mafioso e la sua inconsapevole signora passano accanto al luogo dell’attentato. “Cos’è sta confusione?” chiede la moglie. Il marito annusa l’aria. Forse vuole far colpo. Risponde: “Dall’odore, sembra una macchina che brucia”. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-10774153097953440?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/10774153097953440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=10774153097953440' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/10774153097953440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/10774153097953440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/07/storie-di-mafia-da-provincia-profonda.html' title='Storie di mafia da provincia profonda'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7531586006593390930.post-1590207547527300546</id><published>2008-07-05T13:57:00.000+02:00</published><updated>2008-07-14T17:51:17.015+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Deliri personali'/><title type='text'>La sindrome di Paperopoli</title><content type='html'>Chi vive in provincia (e in Italia quasi tutti viviamo in provincia), pensa d'essere al centro del mondo. Una deformazione che diventa ancora più grave se la provincia è lontana da tutto. Come quella in cui vivo io, in Sicilia. Non si hanno riferimenti; le occasioni per confrontarsi con punti di vista diversi sono molto rare; spesso si finisce col confinarsi in una piccola cerchia di amici dove tutti, chi più chi meno, la pensano allo stesso modo. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Quel che è peggio, si finisce col credere che ciò che ci circonda, il piccolo mare nel quale "naufraghiamo", sia il mondo. L'unico dei mondi possibili, se non proprio il migliore. Non per scelta e neppure per una malintesa forma d'arroganza. Semplicemente perché non si conosce altro.&lt;br /&gt;Così, ad esempio, si finisce per credere onnipotenti i piccoli boss di paese. Buona parte del potere della mafia deriva dagli orizzonti ristretti di chi ne subisce l'influenza. Se don Pinco Pallino è tanto potente nel mio paesello, e se il mio paesello è tutto il mondo che conosco, ergo la potenza di don Pinco Pallino deve per forza estendersi al mondo intero.&lt;br /&gt;Vale per i mafiosi, vale altresì per ogni categoria di persone. E' molto facile, in provincia, diventare "storici", "scrittori", "artisti", "giornalisti" e così via. Basta dire di esserlo. Si scrive un qualsiasi libro di storia locale, anche infarcito di errori e inesattezze, e subito si viene classificati come storici. Ci si crede storici, e si va in giro a testa alta, disprezzando l'altrui ignoranza.&lt;br /&gt;La provincia è piena di pittori da due soldi, di poeti da strapazzo, di scrittori del cavolo che si bastano da soli. Che si accontentano della piccola fama che il paesello tributa loro. Perché il paesello è il mondo. Io la chiamo la sindrome di Paperopoli.&lt;br /&gt;C'è tutto, a Paperopoli. Ogni tipo d'industria, a dispetto della divisione internazionale del lavoro. Ogni tipo d'ambiente naturale: nevica oppure fa un caldo boia, a seconda delle esigenze narrative. Di dov'è l'uomo più ricco del mondo? Di Paperopoli. E il secondo uomo più ricco del mondo? Di Paperopoli, di dove se no? E il più geniale inventore di tutti i tempi? Non è forse anch'egli di Paperopoli?&lt;br /&gt;Ecco spiegato il nome di questo blog. Vivo in provincia. Scrivo un blog. Ergo, sono il migliore autore di blog di tutta quanta Paperopoli. Volevo dire, del mondo. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7531586006593390930-1590207547527300546?l=albertomontalbano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/feeds/1590207547527300546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7531586006593390930&amp;postID=1590207547527300546' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1590207547527300546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7531586006593390930/posts/default/1590207547527300546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertomontalbano.blogspot.com/2008/07/la-sindrome-di-paperopoli.html' title='La sindrome di Paperopoli'/><author><name>Alberto Montalbano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05822440019276023796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry></feed>
